lunedì 19 luglio 2010

Comunicato Stampa IDEAL STANDARD

Si sarà tenuto oggi, come era previsto, l’incontro tecnico in provincia per la piattaforma logistica di Ideal Standard alla piccola di via Dalmazia?
Il punto di domanda è d’obbligo.
Non è intervenuta nessuna convocazione del tavolo istituzionale che ne governa l’attuazione secondo gli impegni in sede ministeriale assunti nel novembre 2009.
Il sindacato ed i lavoratori, sono fortemente preoccupati del tempo che sta passando senza che ai proclami segua un impegno concreto e sottoscritto, tra le parti interessate.
Avevamo chiesto di essere auditori al tavolo tecnico per capire quali sono, se ci sono, i nodi che impediscono il contratto con ferrovie logistica da parte di Ideal standard. Non ci è stato concesso.
Lo vogliamo ribadire con forza ancora una volta: noi abbiamo ottemperato a tutti gli impegni che come sindacato e lavoratori ci siamo presi in tutte le sedi nel corso di questa vertenza, ci aspettiamo che ora l’azienda e tutti i soggetti istituzionali interessati facciano altrettanto.
Noi vogliamo la piattaforma logistica di Ideal Standard allocata in via Dalmazia nell’area di ferrovie logistica e non accettiamo nessuna altra mediazione. Il tempo sta scadendo, le ferrovie vogliono cantierizzare l’area entro la fine dell’anno, e noi vogliamo la copia del contratto tra Ideal Standard e ferrovie, prima che comincino i lavori, se non sarà così, impediremo con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione che la chiusura dello stabilimento di Brescia si trasformi in una pura operazione economica e speculativa al solo vantaggio della multinazionale ed al solo danno dei lavoratori e della storia industriale di questa città.
Lo sviluppo della logistica integrata in un polo in via di riqualificazione è stata ed è la nostra visione, lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, promotore di questa oportunità, afferma di crederci. Cosa si sta aspettando? Cosa sta fermando un investimento che non pare aver ostacoli?

Brescia 16 luglio 2010


Filctem – Femca – Uilcem territoriali
RSU Ideal Standard Brescia

dopo questo comunicato, il giorno dopo sui giornali abbiamo appreso di un tavolo tecnico coordinato dall'assesore Ghirardelli, soddisfatto del suo esito.
Il punto resta un'altro: è comprensibile che servano tempi tecnici per affrontare tutti i nodi dell'accordo di programma per la riqualificazione del polo logistico di Via Dalmazia, molto meno comprensibile è lo slittamento dei tempi "politici" di trasformazione degli impegni in atti concreti.
Noi abbiamo bisogno di questi ultimi per poter dire che la strada non è tracciata, è percorsa.

lunedì 21 giugno 2010

mercoledì 16 giugno 2010

Manovra economica

IL PARLAMENTO DEVE CAMBIARE LA MANOVRA ECONOMICA. BASTA INIQUITA’


Come UIL di Brescia riteniamo necessario nell’interesse del mondo del lavoro, come avviene in altri paesi europei, intervenire a difesa della stabilità dell’euro e del sistema Europa, attraverso la riduzione del deficit pubblico del nostro Paese.
In particolare condividiamo l’azione economica rivolta alla qualificazione della spesa pubblica (costi della politica non sopportabili e lotta agli sprechi, inefficienze e clientele nella pubblica amministrazione). Così come è necessario concretizzare, con maggiore incisività rispetto al passato, politiche per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale e contributiva.
Questo deve avvenire senza ostacolare lo sviluppo del Paese per realizzare la crescita economica e per uscire dalla crisi occupazionale e sociale che stiamo vivendo.
Sono pertanto necessarie oltre alle iniziative per ridurre il deficit (che devono essere eque e sostenibili), riforme strutturali per far ripartire il Paese, a partire dal federalismo fiscale accompagnato da senso di responsabilità e coesione sociale, anche attraverso l’utilizzazione del criterio della spesa standard per finanziare il bilancio pubblico.
Come UIL di Brescia riteniamo inaccettabili, così come definiti dal Governo, i provvedimenti che intervengono sul pubblico impiego, con il congelamento per tre anni della contrattazione, il blocco indiscriminato del turn-over e dei percorsi di carriera già contrattati nella scuola.
I lavoratori pubblici non possono essere chiamati sull’altare sacrificale delle inefficienze dello Stato e del malgoverno pubblico. Così come siamo fermamente contrari a interventi sulle pensioni private e pubbliche che mettano in discussione le pensioni contributive legate ai 40 anni di lavoro e dei lavoratori in mobilità, e allungano i tempi per le pensioni di vecchiaia. Esprimiamo inoltre grande preoccupazione sulle decisioni di ridurre il trasferimento delle risorse alle regioni e agli enti locali con il pericolo concreto di interventi al ribasso sul welfare locale che pesano maggiormente per le amministrazioni virtuose.
Come UIL di Brescia condividiamo l’idea di non aumentare la pressione fiscale a chi le tasse già le paga (in particolare lavoratori e pensionati).
E’ necessario però agire fiscalmente sui grandi margini di rendita che esistono in alcuni settori (banche, assicurazioni, grandi patrimoni e rendite finanziare speculative).
Come UIL contestiamo queste parti della manovra economica ed insieme alle categorie stiamo assumendo iniziative verso il Parlamento e nella società civile, proponendo azioni alternative per modificarne gli aspetti di iniquità e per riportare la contrattazione al centro della necessaria riforma del sistema pubblico.
Il sindacato ed i lavoratori non si sottraggono alla loro parte di responsabilità, ma in un quadro di interventi che abbiano come presupposto la solidarietà e il lavoro, la coesione sociale e la tutela dei più deboli. E’ necessario realizzare un percorso che, come dice il Presidente Napolitano, veda il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le forze sociali verso il cambiamento socio economico del Paese per realizzare la crescita economica, buona occupazione e tenuta del potere d’acquisto di salari e pensioni, dando fiducia nel futuro alle nuove generazioni.

La Segreteria UIL Brescia

mercoledì 9 giugno 2010

lettera ai giornali di risposta a Zuccoli (A2A)

Egr. direttore, leggiamo con amarezza le recenti dichiarazioni dell'ing. Zuccoli, Presidente di A2A, che indica come unica responsabile dell'indebitamento del GruppoA2A la precedente gestione Asm.
Riteniamo che il valore di un'azienda dipenda dalle persone che ci lavorano almeno quanto dalla capacità imprenditoriale dei manager, pertanto in quanto rappresentanti dei lavoratori A2A sede di Brescia ci riteniamo sbalorditi dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio di Gestione.
A noi risulta, consultando il sito ufficiale A2A al 30 giugno 2007, che l'indebitamento finanziario netto del Gruppo Aem era di 4.256 milioni di euro, contro gli 873 milioni del Gruppo Asm. Alla stessa data il totale delle passività di Aem era di 8.896 milioni di euro, contro i 1.971milioni di Asm. Il debito del Gruppo A2A al 31/12/2009 era di 4.694 milioni di euro.
Inoltre è in corso di cessione, per fare cassa, la società Retrasm, proprietaria delle strategiche linee di alta tensione, quelle che permisero a Brescia di gestire al meglio il black-out nazionale di qualche anno fa.
Il presidente Zuccoli strumentalizza il fermo delle centrali bresciane di Gissi e Scandale, dimenticandosi che la crisi della domanda energetica è globale.
L'Asm si è sempre caratterizzata per la sua oculata lungimiranza strategica negli investimenti che l'ha portata a primeggiare tra le ex-municipalizzate consentendole anche l'acquisizione di una quota importante di Endesa Italia. Ci stupisce quindi che il management, che allora prese le decisioni e la classe politica tutta, che tanto invoca la difesa della «brescianità», non spenda una parola per ristabilire la verità sul millantato «buco» di Asm, restituendo la dovuta dignità all'azienda dei bresciani e ai lavoratori e pensionati che contribuiscono o hanno contribuito grandemente ai suoi indiscutibili risultati.

Le segreterie territoriali e i delegati sindacali A2A Brescia Flaei-Cisl e Uilcem-Uil

lunedì 31 maggio 2010

Ideal Standard

COMUNICATO STAMPA



Oggi 31/05/2010 presso lo stabilimento dell’Ideal Standard Industriale srl di Brescia di è riunita la R.S.U. alla presenza delle segreterie territoriali di categoria e hanno fatto il punto della situazione in relazione alla vertenza dell’Azienda.

Ad oggi i lavoratori ancora in forza all’ideal standard di Brescia sono 69 a fronte di uscite volontarie pari a 50 dipendenti frutto dell’applicazione di una parte dell’accordo nazionale mentre sulla restante applicazione dell’accordo registriamo in modo preoccupato il silenzio di questi mesi delle istituzioni e dell’azienda in riferimento al progetto di realizzazione del sito logistico presso “la Piccola” .

Questi ritardi a nostro giudizio mettono in pericolo l’attuazione del progetto stesso e mettono a rischio la ricollocazione dei lavoratori secondo le modalità previste dall’accordo stesso.

La firma del protocollo che aveva di fatto chiuso la vertenza dopo mesi di presidio e occupazione dello stabilimento di Brescia prevedeva come unica soluzione la ricollocazione del personale presso la nuova piattaforma logistica da realizzarsi in zona Piccola.

Richiediamo immediatamente la ripresa del tavolo istituzionale locale nel quale ci attendiamo risposte definitive sia a riguardo del progetto sia a riguardo dei tempi di realizzazione. Fin da ora ci riserviamo in assenza di risposte soddisfacenti di intraprendere iniziative collettive con i lavoratori a tutela degli interessi degli stessi riproponendo forme di lotta già sperimentate durante il presidio.

R.S.U. Ideal Standard
FILCTEM – FEMCA - UILCEM

domenica 30 maggio 2010


giovedì 20 maggio 2010