Uilcem Brescia Sindacato dei chimici, elettrici e manifatturiero della UIL di Brescia
Visualizzazione post con etichetta comunicati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comunicati. Mostra tutti i post
lunedì 7 maggio 2012
sabato 14 aprile 2012
DIREZIONE NAZIONALE UIL
COMUNICATO
La
Direzione della Uil ha dato mandato alla Segreteria nazionale di concordare con
la Cgil e la Cisl le modalità di attuazione di una mobilitazione da avviare nel
Paese, già a partire dai primi giorni
del mese di maggio, e che abbia tra le sue priorità una riduzione delle tasse
sul lavoro e sulle pensioni.
L’attuazione
di politiche recessive messe in atto dall’Esecutivo rischia di deprimere
ulteriormente la nostra economia. E gli effetti sull’occupazione possono essere
devastanti. Solo alcuni anni fa, il tasso di disoccupazione era uno dei più
bassi in Europa; ora si viaggia velocemente oltre la soglia della media
europea. C’è il rischio concreto che la situazione si avviti pericolosamente.
L’aumento
dei prezzi combinato all’incremento delle tasse sta riducendo la disponibilità
del reddito in termini reali. L’incertezza del futuro, poi, genera effetti
negativi anche sulla propensione al consumo. Così la produzione si ridimensiona,
l’occupazione continua a calare, il Pil resta negativo e anche le entrate
fiscali tendono, complessivamente, a ridursi. Bisogna invertire questa tendenza
puntando sugli investimenti produttivi, da un lato, ma anche su scelte che
riattivino i consumi, dall’altro.
In
questo quadro si inserisce la rivendicazione, da parte della Uil, di politiche
fiscali che riducano il peso della tassazione sui lavoratori dipendenti e sui
pensionati. Noi non chiediamo che ciò avvenga, come si suol dire, “a debito”:
il nostro senso di responsabilità ci rende consapevoli della necessità di
evitare effetti dannosi per i conti pubblici. Noi pensiamo, però, che sia
necessario utilizzare, a tal fine, già nell’anno in corso, tutti i proventi
derivanti da un’effettiva riduzione degli ancora alti e impropri costi della
politica e, ovviamente, dalla lotta all’evasione fiscale. Quest’ultima non si
configurerebbe, così, solo come un importante impegno etico ma comporterebbe
conseguenze positive anche per la nostra economia.
Sempre
in questo contesto, la Uil chiede l’approvazione del decreto per la
detassazione del salario di produttività e l’estensione dei suoi effetti a
tutto il mondo del lavoro. C’è un potente effetto leva sotteso a questa scelta che
può innescare meccanismi virtuosi nei rapporti di lavoro e, soprattutto, nei processi
produttivi. Ecco perché, sempre in una logica di crescita, queste decisioni
vanno opportunamente sollecitate.
Per
l’insieme di tali ragioni, noi crediamo che sia giunto il momento di aprire una
mobilitazione nel Paese, a partire dalla questione fiscale. La Uil, dunque, è
pronta ad attivare, insieme a Cgil e Cisl, su tutto il territorio nazionale, le
necessarie iniziative di sensibilizzazione e di lotta.
Roma, 12 aprile 2012
mercoledì 21 marzo 2012
Documento finale direzione nazionale UIL
Roma 21 marzo 2012
La Direzione della UIL nel condividere la relazione del Segretario Generale in merito al confronto con il Governo sulla riforma del mercato del lavoro, sottolinea che la strada della semplice consultazione, e non della concreta trattativa, non ha prodotto il risultato che il Paese si aspettava: un piano per la crescita; sostegno alla contrattazione aziendale con la conferma della detassazione dei premi di risultato; la concreta attenuazione di quelle disfunzioni nel mercato del lavoro; la costruzione di un nuovo sistema di protezione sociale che tenga conto di come accompagnare le persone verso un nuovo lavoro, alla luce anche degli effetti devastanti della riforma delle pensioni per le centinaia di migliaia di lavoratori che, posti in mobilità o in esodo, ad oggi non hanno accesso né al sostegno al reddito né alla pensione .
La UIL sostiene da anni la necessità di un cambiamento di rotta del nostro mercato del lavoro che, proprio in coincidenza con la profonda crisi finanziaria, ha mostrato con drammatica evidenza, tutti i propri limiti e problemi strutturali troppe volte rimandati nel tempo.
Malgrado il soddisfacente sistema di protezione sociale messo in campo in questi ultimi tre anni, attraverso il massiccio ricorso agli strumenti “straordinari” di deroga, che hanno limitato la fuoriuscita dal mercato del lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori, abbiamo sempre sostenuto la necessità di intervenire con misure “strutturali” per aumentare il livello di tutele e occupabilità, in particolare, dei giovani, delle donne e dei lavoratori maturi.
L’obiettivo è quello di dare omogeneità ad un sistema che, attraverso gli interventi che si sono succeduti e sovrapposti negli anni, hanno generato una spiccata segmentazione del mercato del lavoro che si è caratterizzata in un profondo dualismo tra lavoratori protetti e lavoratori sui quali si è, invece, scaricata tutta l’esigenza di flessibilità del mercato del lavoro sul nostro sistema produttivo.
In questo quadro, la UIL giudica comunque con interesse i provvedimenti annunciati per favorire la buona e corretta flessibilità in ingresso (apprendistato e contratto di inserimento) e la volontà di mettere in campo nuove regole per prosciugare il bacino della precarietà a partire dalle varie forme di falso lavoro autonomo, come le Partite Iva, le false collaborazioni a progetto, gli associati in partecipazione, i tirocini, il lavoro occasionale accessorio e il lavoro a chiamata.
La UIL fino all’ultimo verificherà che i provvedimenti legislativi annunciati siano coerenti con queste proposte e che rispondano all’obiettivo condiviso di
riportare il contratto di lavoro a tempo indeterminato come il contratto “dominante”.
E’ apprezzabile che si sia convenuto con la proposta UIL di limitare l’uso improprio dei contratti a tempo determinato anche attraverso la leva del maggior costo per le imprese che utilizzano questo contratto.
Più ombre vi sono sullo schema presentato sui nuovi ammortizzatori sociali a partire dall’incertezza sulla estensione universale della cassa integrazione anche alle imprese che oggi ne sono prive e che oggi hanno usufruito della cassa in deroga.
La UIL chiede coerenza al Ministro che ha sempre sostenuto che l’universalità della protezione sociale fosse l’obiettivo del Governo.
Preoccupante e grave è l’incerta proposta di come si potranno tutelare centinaia di migliaia di lavoratori a rischio espulsione dal “lavoro”, oggettivamente deboli nel percorso di ricollocazione.
Tale situazione è aggravata dalla sostanziale assenza di proposte normative concrete di politiche attive e di outplacement: va quindi valutata l’opportunità di indirizzare le risorse pubbliche, promesse dal Governo, anche per finanziare i Fondi di protezione dei lavoratori anziani.
Sulla cosiddetta flessibilità in uscita, la UIL ribadisce che l’aver caricato di significati impropri uno strumento di tutela, ha alterato il confronto penalizzando così, le proposte di merito, ragionevoli ed innovative, che la UIL ha messo sul tavolo del confronto: semplificazione delle procedure, accelerazione dei tempi per il giudizio, migliore definizione delle causali con il fine di rendere meno ampia la discrezionalità dei giudici.
L’ipotesi presentata dal Governo, più apprezzabile nella parte che riconsegna al giudice la facoltà di reintegrare il lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo soggettivo, non risponde, però, al tema del rischio di abuso di potere in mano all’azienda per i licenziamenti cosiddetti economici o oggettivi. La UIL propone quindi che sia vincolante, per l’azienda, l’obbligo di informazione alle rappresentanze sindacali presenti nell’impresa, con il fine di fornire al giudice un alto grado di conoscenza di come si è sviluppata la procedura.
Su queste proposte e contenuti la UIL chiede al Legislatore un intervento che ne raccolga i contenuti e li concretizzi nei provvedimenti di Legge.
La Direzione della UIL dà mandato alla Segreteria di sostenere le ragioni e le proposte contenute nel presente documento in tutte le sedi di confronto.
La Direzione della UIL nel condividere la relazione del Segretario Generale in merito al confronto con il Governo sulla riforma del mercato del lavoro, sottolinea che la strada della semplice consultazione, e non della concreta trattativa, non ha prodotto il risultato che il Paese si aspettava: un piano per la crescita; sostegno alla contrattazione aziendale con la conferma della detassazione dei premi di risultato; la concreta attenuazione di quelle disfunzioni nel mercato del lavoro; la costruzione di un nuovo sistema di protezione sociale che tenga conto di come accompagnare le persone verso un nuovo lavoro, alla luce anche degli effetti devastanti della riforma delle pensioni per le centinaia di migliaia di lavoratori che, posti in mobilità o in esodo, ad oggi non hanno accesso né al sostegno al reddito né alla pensione .
La UIL sostiene da anni la necessità di un cambiamento di rotta del nostro mercato del lavoro che, proprio in coincidenza con la profonda crisi finanziaria, ha mostrato con drammatica evidenza, tutti i propri limiti e problemi strutturali troppe volte rimandati nel tempo.
Malgrado il soddisfacente sistema di protezione sociale messo in campo in questi ultimi tre anni, attraverso il massiccio ricorso agli strumenti “straordinari” di deroga, che hanno limitato la fuoriuscita dal mercato del lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori, abbiamo sempre sostenuto la necessità di intervenire con misure “strutturali” per aumentare il livello di tutele e occupabilità, in particolare, dei giovani, delle donne e dei lavoratori maturi.
L’obiettivo è quello di dare omogeneità ad un sistema che, attraverso gli interventi che si sono succeduti e sovrapposti negli anni, hanno generato una spiccata segmentazione del mercato del lavoro che si è caratterizzata in un profondo dualismo tra lavoratori protetti e lavoratori sui quali si è, invece, scaricata tutta l’esigenza di flessibilità del mercato del lavoro sul nostro sistema produttivo.
In questo quadro, la UIL giudica comunque con interesse i provvedimenti annunciati per favorire la buona e corretta flessibilità in ingresso (apprendistato e contratto di inserimento) e la volontà di mettere in campo nuove regole per prosciugare il bacino della precarietà a partire dalle varie forme di falso lavoro autonomo, come le Partite Iva, le false collaborazioni a progetto, gli associati in partecipazione, i tirocini, il lavoro occasionale accessorio e il lavoro a chiamata.
La UIL fino all’ultimo verificherà che i provvedimenti legislativi annunciati siano coerenti con queste proposte e che rispondano all’obiettivo condiviso di
riportare il contratto di lavoro a tempo indeterminato come il contratto “dominante”.
E’ apprezzabile che si sia convenuto con la proposta UIL di limitare l’uso improprio dei contratti a tempo determinato anche attraverso la leva del maggior costo per le imprese che utilizzano questo contratto.
Più ombre vi sono sullo schema presentato sui nuovi ammortizzatori sociali a partire dall’incertezza sulla estensione universale della cassa integrazione anche alle imprese che oggi ne sono prive e che oggi hanno usufruito della cassa in deroga.
La UIL chiede coerenza al Ministro che ha sempre sostenuto che l’universalità della protezione sociale fosse l’obiettivo del Governo.
Preoccupante e grave è l’incerta proposta di come si potranno tutelare centinaia di migliaia di lavoratori a rischio espulsione dal “lavoro”, oggettivamente deboli nel percorso di ricollocazione.
Tale situazione è aggravata dalla sostanziale assenza di proposte normative concrete di politiche attive e di outplacement: va quindi valutata l’opportunità di indirizzare le risorse pubbliche, promesse dal Governo, anche per finanziare i Fondi di protezione dei lavoratori anziani.
Sulla cosiddetta flessibilità in uscita, la UIL ribadisce che l’aver caricato di significati impropri uno strumento di tutela, ha alterato il confronto penalizzando così, le proposte di merito, ragionevoli ed innovative, che la UIL ha messo sul tavolo del confronto: semplificazione delle procedure, accelerazione dei tempi per il giudizio, migliore definizione delle causali con il fine di rendere meno ampia la discrezionalità dei giudici.
L’ipotesi presentata dal Governo, più apprezzabile nella parte che riconsegna al giudice la facoltà di reintegrare il lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo soggettivo, non risponde, però, al tema del rischio di abuso di potere in mano all’azienda per i licenziamenti cosiddetti economici o oggettivi. La UIL propone quindi che sia vincolante, per l’azienda, l’obbligo di informazione alle rappresentanze sindacali presenti nell’impresa, con il fine di fornire al giudice un alto grado di conoscenza di come si è sviluppata la procedura.
Su queste proposte e contenuti la UIL chiede al Legislatore un intervento che ne raccolga i contenuti e li concretizzi nei provvedimenti di Legge.
La Direzione della UIL dà mandato alla Segreteria di sostenere le ragioni e le proposte contenute nel presente documento in tutte le sedi di confronto.
Comunicato sulla riforma del lavoro
Anche la Uilcem dice no alla modifica dell’art. 18
Le forzature del Governo tecnico tese a ridurre le tutele reali nel mercato del lavoro vanno respinte.
Le RSU della Uilcem sono impegnate con iniziative, anche congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali, a condannare le eventuali modifiche all’art. 18 che nei prossimi giorni si dovessero approvare in Parlamento.
La Uilcem condanna anche l’obiettivo del Governo orientato a dividere le Organizzazioni Sindacali Cgil, Cisl e Uil in una fase così drammatica dell’economia e del bilancio famigliare dei cittadini italiani.
La Uilcem ribadisce che in caso di modifica per Decreto legge dell’art. 18 sosterrà le iniziative di legge popolare finalizzate all’abrogazione delle nuove norme che eventualmente lo modificheranno.
Roma, 21 marzo 2012
LA SEGRETERIA NAZIONALE UILCEM
Le forzature del Governo tecnico tese a ridurre le tutele reali nel mercato del lavoro vanno respinte.
Le RSU della Uilcem sono impegnate con iniziative, anche congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali, a condannare le eventuali modifiche all’art. 18 che nei prossimi giorni si dovessero approvare in Parlamento.
La Uilcem condanna anche l’obiettivo del Governo orientato a dividere le Organizzazioni Sindacali Cgil, Cisl e Uil in una fase così drammatica dell’economia e del bilancio famigliare dei cittadini italiani.
La Uilcem ribadisce che in caso di modifica per Decreto legge dell’art. 18 sosterrà le iniziative di legge popolare finalizzate all’abrogazione delle nuove norme che eventualmente lo modificheranno.
Roma, 21 marzo 2012
LA SEGRETERIA NAZIONALE UILCEM
mercoledì 14 marzo 2012
Invatec - mozione in consiglio regionale
Invatec – Roncadelle
Marelli: “Presentata mozione bipartisan in Consiglio regionale a difesa dell’eccellenza brescianaPresentata mozione bipartisan sulla situazione della Invatec di Roncadelle. Nel merito è intervenuto il Consigliere regionale della Lega Nord e primo firmatario, Alessandro Marelli. “Si tratta di un testo condiviso – spiega Marelli – che è nato dopol’audizione con le rappresentanze sindacali della Invatec durante la
seduta della IV commissione. Questa azienda bresciana rappresenta
un’eccellenza mondiale nel campo delle tecnologie biomedicali e la
multinazionale americana che l’ha rilevata ora vorrebbe decentrare la produzione in Messico. Una scelta, per altro, che non nasce da una crisi nelle ordinazioni ma riguarda solo ed esclusivamente l’abbattimento dei costi di produzione.
E’ l’ennesimo casoprosegue Marelli – di delocalizzazione selvaggia che costerà il lavoro a oltre 300 dei 600 dipendenti totali e impoverirà ulteriormente il nostro mercato interno. Purtroppo si tratta del segno dei tempi e questo è un esempio emblematico di un modo di fare economia predatorio le cui conseguenze ricadono, naturalmente, sulle spalle dei lavoratori e del territorio.
Nella mozione in oggetto chiediamo alla Giunta di attivarsi per
monitorare ad ogni livello i tavoli di confronto fra la proprietà e i
lavoratori, nonché– conclude Marelli – di sostenere con ogni possibile strumento il mantenimento della produzione nello stabilimento di Roncadelle.”
Ufficio Stampa
Milano, 14 marzo 2012
venerdì 17 febbraio 2012
Comunicato stampa su Caffaro
A seguito delle dichiarazioni
fatte dal sig. Todisco relative all'andamento industriale e finanziario della
Caffaro di Brescia abbiamo colto una serie di considerazioni estremamente
positive che confermano sostanzialmente quello che era il nostro pensiero in
ordine allo stato industriale della Caffaro ed alle sue potenzialità.
Abbiamo, come noto, in più
occasioni ribadito che la crisi della Caffaro era data dalle grandi difficoltà
di ordine finanziario e di ordine strategico in capo alla Holding ovvero alla
SNIA.
Da sempre in ogni occasione,
abbiamo ribadito con forza, (e lo conferma la stesssa gestione del Commissario
Straordinario) che le produzioni della Caffaro non erano produzioni mature, e
che gli impianti industriali erano tecnologicamente avanzati.
Sulla base di queste ragioni
abbiamo sostenuto l'opportunità di definire, prima con la Snia e poi con la
nuova società subentrata, un nuovo piano industriale che cogliendo tra queste
specificità anche l'alta professionalità dei lavoratori, l'occasione per un
rilancio di questa azienda, garantendo con questo la piena occupazione.
Purtroppo abbiamo il rammarico di
constatare che ciò non è avvenuto.
Si è puntato solo all’acquisizione
al massimo ribasso, senza tener conto di quelle che oggi sono “dichiarate” le
reali potenzialità del sito industriale e dunque della necessità di coniugare
lo sviluppo di questa azienda con la garanzia occupazionale.
Noi oggi chiediamo ai diversi
interlocutori che si sono fatti parte del processo di trasferimento del ramo di
azienda, di tener conto che non può esserci ripresa e rilancio della attività
senza tener conto dei lavoratori che oggi sono espulsi dal ciclo produttivo
senza le necessarie garanzie per il posto di lavoro.
Ecco perchè nel sottolineare il
nostro compiacimento per i dati economici
e produttivi , occorre avere chiaro sin d'ora quali siano le prospettive
a medio termine di questa azienda, perchè senza voler fare le cassandre non
vorremmo che anzichè trovare una soluzione per chi oggi è in cassa integrazione
senza scivoli verso nuove opportunità di lavoro, si determinassero elementi di
incertezza anche per chi oggi è
occupato.
Per queste ragioni siamo a
sollecitare un incontro per comprendere meglio il percorso e le sinergie che si
possono determinare tra Brescia e Torviscosa, in funzione del rapporto
sinergico ancora oggi esistente fra le due realtà.
Brescia 17 febbraio 2012
giovedì 2 febbraio 2012
comunicato stampa Ideal Standard
FILCTEM-CGIL
FEMCA-CISL UILCEM-UIL RSU
COMUNICATO STAMPA
DEL 02/02/2012 IDEAL STANDARD
L'annuncio di un intervento
radicale condiviso da maggioranza e opposizione del consiglio comunale di
Brescia sulle destinazioni e le volumetrie riguardanti l' area Ideal Standard
di via Milano e l'area della Piccola di
via Dalmazia in previsione della definitiva approvazione del PGT, ha scatenato
l'immediata reazione di Rete Ferroviaria
Italiana e di FS Logistica nonchè dell' assessore provinciale Ghirardelli.
Le osservazioni al PGT,
presentate dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria e dalle organizzazioni sindacali territoriali,
avevano ed hanno appunto lo scopo di vincolare qualsiasi modificazione delle
destinazioni previste nelle due aree citate alla soluzione della vertenza Ideal
Standard.
A distanza di due anni
l'obiettivo dei lavoratori resta quello di
indurre tutti i soggetti firmatari dell'accordo, a suo tempo
sottoscritto in sede ministeriale per la costruzione della piattaforma
logistica Ideal Standard nell'area della Piccola, a tradurre gli impegni in
fatti concreti.
Pertanto l'immediata reazione
suscitata dall'annuncio può assumere un significato positivo se segnala un
rinnovato interesse che pareva venuto meno, visto il disinteresse e la
latitanza riscontrati in tutti questi mesi.
Pertanto, se davvero ora esiste
la volontà di portare a conclusione la vicenda, è necessario riprendere
immediatamente un confronto, avendo chiaro quali sono gli impegni che spettano
a ciascuno dei soggetti coinvolti, chiarendo quindi le rispettive competenze, i
relativi finanziamenti e la tempistica della realizzazione degli impegni.
Tutto questo deve essere definito
prima della conclusione del'iter di approvazione del PGT.
I lavoratori che, ricordiamo,
hanno a suo tempo sospeso l'occupazione del sito industriale di via Milano, in
una sorta di patto con la città di cui si sono fatti garanti anche le
istituzioni cittadine, ora non
hanno più tempo.
venerdì 9 dicembre 2011
SCIOPERO PER CAMBIARE L’INIQUITA’ DELLA MANOVRA
La UIL giudica NEGATIVA e SENZA EQUITA’ la manovra economica che il Governo Monti ha presentato al Parlamento, perché pesa ancora esclusivamente sul lavoro dipendente e pensioni. In particolare :
Sulla Previdenza si fa cassa innalzando pesantemente l’età pensionabile, impoverendo milioni di pensionate e pensionati attraverso la mancata rivalutazione;
Non è prevista alcuna restituzione fiscale per lavoratori e pensionati, mentre si riduce la tassazione per le imprese (IRAP);
Viene reintrodotta l’ICI sulla prima casa, ma non si introduce la patrimoniale e non si fanno pagare i redditi più alti, i grandi patrimoni e le grandi rendite finanziarie;
Si introduce un aumento dell’addizionale IRPEF per Regioni e Comuni, gravando ancor più su coloro i quali le tasse le pagano sempre;
Dal luglio 2012 si prevede un aumento del 2% dell’IVA, riducendo così ancor più il potere d’acquisto di salari e pensioni e deprimendo i consumi.
La UIL chiede quindi un confronto urgente con il Governo perché questa manovra venga cambiata. C’è bisogno di più equità distribuendo diversamente i sacrifici, occorre investire sul lavoro e dare una prospettiva ai giovani di questo Paese anche per garantire la partecipazione e la coesione sociale.
PER QUESTI MOTIVI CGIL – CISL – UIL HANNO INDETTO
LO SCIOPERO GENERALE
PER I LAVORATORI DEL PRIVATO 3 ORE A FINE TURNO
LUNEDI’ 12 DICEMBRE
PER I LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO E DEI SERVIZI PUBBLICI
INTERA GIORNATA LUNEDI’ 19 DICEMBRE
Brescia dicembre 2011
mercoledì 7 dicembre 2011
comunicato stampa CGIL CISL UIL
Si è svolto questa mattina un incontro tra i tre Segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Preoccupati per le conseguenze che la manovra economica determina su lavoratori dipendenti e pensionati e sulle prospettive di sviluppo del Paese, CGIL CISL e UIL chiedono un incontro al governo Monti per affrontare i problemi derivanti dalla manovra e per chiedere i necessari cambiamenti.
CGIL, CISL e UIL chiedono, inoltre, un incontro a tutti i partiti per sollecitare la presentazione di emendamenti nella fase della discussione parlamentare. Intanto, già nella giornata odierna, le tre Organizzazioni sindacali presenteranno emendamenti comuni nel corso dell’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
A sostegno di queste rivendicazioni e di questo percorso, CGIL, CISL e UIL proclamano, per la giornata di lunedi 12 dicembre, 3 ore di sciopero, con presidi davanti alle Prefetture, affidandone la gestione ai territori.
Infine, saranno effettuati presidi permanenti davanti alla Camera dei Deputati ed al Senato fino alla conclusione dell’iter parlamentare previsto per la manovra.
mercoledì 16 novembre 2011
Ideal Standard - incontro con l'azienda
Il giorno 11 Novembre si è svolto l’incontro tra le Segreterie Nazionali Filctem Femca Uilcem, il Coordinamento Nazionale Ideal Standard e l’Azienda presso Confindustria Ceramica a Sassuolo.
La riunione doveva essere occasione per avere risposte chiare sugli ultimi mesi del 2011, sullo scenario del 2012 e come il management intendeva affondarli. Purtroppo il confronto si è rivelato insoddisfacente su tutte e tre i punti.
I dati presentati dall’Azienda hanno confermato la nostra forte preoccupazione circa la totale assenza di strategia di rilancio degli stabilimenti e sul futuro dei lavoratori di tutta la Compagnia Italiana.
Il management nel confermare i 25 mln d’investimento nel Commerciale, previsti dal piano 2009/2012, ha però reso nota la decisione grave di congelare gli investimenti industriali del 2012 (si è impegnato inoltre a fornire alle OO.SS. la nota di Bilancio con le voci specifiche degli investimenti effettuati).
Sono state confermate le chiusure collettive, per l’ultimo periodo del 2011, già concordate dall‘Azienda e dalle RSU, a fronte della mancanza di pezzi da produrre.
Ha comunicato il forte ridimensionamento dei volumi produttivi per l’anno 2012 circa 1.3 mln di pezzi, distanti sia dal dato dei 2,4 mln previsti dal piano ministeriale (in cui l’Azienda affermava anche che a regime avrebbe venduto in Italia 2,7 mln di pezzi, invece nel 2011 saranno venduti solo 1,5 mln pezzi) che da una più prudente previsione di 1,8 mln di pezzi fatta inizialmente dall’azienda.
La tesi che tutto è riconducibile esclusivamente alla crisi e alla conseguente contrazione della domanda non ci convince. Le Segreterie Nazionali ed il Coordinamento sono convinti invece che l’attuale strategia commerciale stia facendo perdere quote di mercato con il conseguente incremento degli stock di magazzino (720 mila pezzi).
Secondo i dati forniti dall’azienda, attraverso un debole e lungo piano di de-stoccaggio negli anni 2012/2013/2014, con la previsione di un ulteriore calo di produzione per il 2013/2014, sarà possibile una lieve ripresa (+1%) dal 2015, ma con volumi produttivi equivalenti al budget del prossimo anno, cioè per niente coincidenti con l’accordo siglato al Ministero dello Sviluppo Economico di due anni fa; questo vuol dire una Politica Commerciale Rinunciataria.
CI CHIEDIAMO QUINDI:
in che modo l’azienda pensa di arrivare al 2015?
Gli ammortizzatori sociali sono sufficienti a tamponare la situazione?
Senza segnali di crescita e miglioramento per i prossimi quattro anni e senza un piano industriale, cosa dobbiamo aspettarci?
La strategia aziendale punta al maggior sviluppo del mercato della rubinetteria, settore in cui l’azienda, dopo aver chiuso due anni fa l’unico stabilimento produttivo, mira a diventare leader in Italia solo con la commercializzazione del prodotto.
Questo conferma il nostro timore già evidenziato negli ultimi mesi, che nelle scelte del Gruppo stia prevalendo la volontà di disimpegnare l’apparato produttivo a favore di quello commerciale.
Per queste ragioni le Segreterie Nazionali Filctem, Femca Uilcem e il Coordinamento:
RITENGONO
L’esito del confronto negativo poiché non vi è alcuna proposta di rilancio industriale ma esclusivamente indicazioni sulla gestione della crisi della Società attraverso gli Ammortizzatori Sociali.
RICHIEDONO
L’attivazione del tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico affinché l’azienda s’impegni anche con le Istituzioni Centrali e Regionali a riscrivere un vero Piano Industriale, che abbia come obiettivo il mantenimento della Compagnia Italiana nella sua attuale dimensione (i tre siti produttivi, la piattaforma logistica e la sede), il recupero di quote di mercato che consentano la tenuta degli attuali assetti occupazionali e un’equa ripartizione tra gli stabilimenti dell’effettivo calo dei volumi.
L’attivazione del tavolo presso il Ministero del Lavoro per avere quanto prima certezza sulla disponibilità degli ammortizzatori sociali.
INDICONO
A sostegno della vertenza due giornate di presidio per i giorni
29 e 30 novembre 2011
presso la piattaforma logistica di Bassano Bresciano.
Sarà competenza dei territori, dove necessario, la proclamazione di sciopero.
SEGRETERIE NAZIONALI FILCTEM FEMCA UILCEM
COORDINAMENTO NAZIONALE IDEAL STANDARD
La riunione doveva essere occasione per avere risposte chiare sugli ultimi mesi del 2011, sullo scenario del 2012 e come il management intendeva affondarli. Purtroppo il confronto si è rivelato insoddisfacente su tutte e tre i punti.
I dati presentati dall’Azienda hanno confermato la nostra forte preoccupazione circa la totale assenza di strategia di rilancio degli stabilimenti e sul futuro dei lavoratori di tutta la Compagnia Italiana.
Il management nel confermare i 25 mln d’investimento nel Commerciale, previsti dal piano 2009/2012, ha però reso nota la decisione grave di congelare gli investimenti industriali del 2012 (si è impegnato inoltre a fornire alle OO.SS. la nota di Bilancio con le voci specifiche degli investimenti effettuati).
Sono state confermate le chiusure collettive, per l’ultimo periodo del 2011, già concordate dall‘Azienda e dalle RSU, a fronte della mancanza di pezzi da produrre.
Ha comunicato il forte ridimensionamento dei volumi produttivi per l’anno 2012 circa 1.3 mln di pezzi, distanti sia dal dato dei 2,4 mln previsti dal piano ministeriale (in cui l’Azienda affermava anche che a regime avrebbe venduto in Italia 2,7 mln di pezzi, invece nel 2011 saranno venduti solo 1,5 mln pezzi) che da una più prudente previsione di 1,8 mln di pezzi fatta inizialmente dall’azienda.
La tesi che tutto è riconducibile esclusivamente alla crisi e alla conseguente contrazione della domanda non ci convince. Le Segreterie Nazionali ed il Coordinamento sono convinti invece che l’attuale strategia commerciale stia facendo perdere quote di mercato con il conseguente incremento degli stock di magazzino (720 mila pezzi).
Secondo i dati forniti dall’azienda, attraverso un debole e lungo piano di de-stoccaggio negli anni 2012/2013/2014, con la previsione di un ulteriore calo di produzione per il 2013/2014, sarà possibile una lieve ripresa (+1%) dal 2015, ma con volumi produttivi equivalenti al budget del prossimo anno, cioè per niente coincidenti con l’accordo siglato al Ministero dello Sviluppo Economico di due anni fa; questo vuol dire una Politica Commerciale Rinunciataria.
CI CHIEDIAMO QUINDI:
in che modo l’azienda pensa di arrivare al 2015?
Gli ammortizzatori sociali sono sufficienti a tamponare la situazione?
Senza segnali di crescita e miglioramento per i prossimi quattro anni e senza un piano industriale, cosa dobbiamo aspettarci?
La strategia aziendale punta al maggior sviluppo del mercato della rubinetteria, settore in cui l’azienda, dopo aver chiuso due anni fa l’unico stabilimento produttivo, mira a diventare leader in Italia solo con la commercializzazione del prodotto.
Questo conferma il nostro timore già evidenziato negli ultimi mesi, che nelle scelte del Gruppo stia prevalendo la volontà di disimpegnare l’apparato produttivo a favore di quello commerciale.
Per queste ragioni le Segreterie Nazionali Filctem, Femca Uilcem e il Coordinamento:
RITENGONO
L’esito del confronto negativo poiché non vi è alcuna proposta di rilancio industriale ma esclusivamente indicazioni sulla gestione della crisi della Società attraverso gli Ammortizzatori Sociali.
RICHIEDONO
L’attivazione del tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico affinché l’azienda s’impegni anche con le Istituzioni Centrali e Regionali a riscrivere un vero Piano Industriale, che abbia come obiettivo il mantenimento della Compagnia Italiana nella sua attuale dimensione (i tre siti produttivi, la piattaforma logistica e la sede), il recupero di quote di mercato che consentano la tenuta degli attuali assetti occupazionali e un’equa ripartizione tra gli stabilimenti dell’effettivo calo dei volumi.
L’attivazione del tavolo presso il Ministero del Lavoro per avere quanto prima certezza sulla disponibilità degli ammortizzatori sociali.
INDICONO
A sostegno della vertenza due giornate di presidio per i giorni
29 e 30 novembre 2011
presso la piattaforma logistica di Bassano Bresciano.
Sarà competenza dei territori, dove necessario, la proclamazione di sciopero.
SEGRETERIE NAZIONALI FILCTEM FEMCA UILCEM
COORDINAMENTO NAZIONALE IDEAL STANDARD
giovedì 10 novembre 2011
A2A bilancio a settembre 2011, cala l'utile
A2A: Ravanelli, "positiva crescita ricavi, su debito siamo sereni" Milano, 10 nov - "I nove mesi si chiudono bene, vedo fattori positivi come la crescita dei ricavi e l'ebitda stabile in un contesto molto difficile, cosa che ci da' particolare soddisfazione, e la posizione finanziaria netta e' calata di 350 milioni di euro sui 12 mesi". Lo ha dichiarato Renato Ravanelli, dg di A2A, commentando i conti al 30 settembre, precisando che, a livello di utile, la societa' "risente di un delta plusvalenze negativo rispetto all'anno scorso di 250 milioni di euro, dell'effetto negativo della partecipazione in Transalpina di Energia (che controlla il 61% di Edison) per 41 milioni e di un peggioramento della controllata montenegrina Epcg di 17 milioni". Sul debito, ha chiarito, "siamo sereni, abbiamo linee disponibili non tirate superiori a 2 miliardi di euro e la vita media del nostro debito supera 4 anni. Per fine anno mi aspetto un livello stabile attorno a 4 miliardi". che 10-11-11 15:17:10 (0339) Corriere.it
il comunicato integrale del consiglio di gestione A2A
il comunicato integrale del consiglio di gestione A2A
lunedì 7 novembre 2011
Invatec
annunciato in Associazione Industriali Bresciana il progetto di riorganizzazione che cancellerà 300 posti di lavoro alla Invatec di Roncadelle Torbole, l'azienda nata poco più di 10 anni fa e venduta recentemente alla multinazionale Medtronic. Di seguito il volantino distribuito oggi in attesa delle assemblee già convocate.
giovedì 27 ottobre 2011
Comunicato Ideal
Il 25 Ottobre si è riunito a Bologna il Coordinamento Nazionale Ideal Standard per una puntuale verifica sui volumi produttivi, sulla politica commerciale e sull’internalizzazione della logistica, della Compagnia Italiana.
Nell'ambito della discussione è emersa chiaramente la preoccupante situazione in cui versano gli stabilimenti di Orcenico, di Trichiana, di Roccasecca e la Piattaforma di Bassano Bresciano.
L'accordo siglato al Ministero dello Sviluppo Economico il 17 Novembre del 2009, che conteneva un piano di investimenti per incrementare performance e volumi produttivi, una strategia commerciale mirata al recupero di quote di mercato e la creazione di un nuovo polo logistico, avrebbe dovuto rilanciare Il Gruppo.
A distanza di due anni dobbiamo evidenziare che quel piano è stato fortemente disatteso dal Management e che gli impegni assunti non hanno trovato applicazione pratica.
Piano commerciale
Il coordinamento ritiene la strategia attuata dall'azienda inefficace al raggiungimento dell'obiettivo prefissatosi con l'accordo.
La scelta di spostare anche alcuni prodotti di alta gamma sulla grande distribuzione, senza una politica di valorizzazione dei marchi aziendali oltre ad un ritorno negativo di immagine rischia la compressione dei prezzi di vendita causando forti problematiche alla rete tradizionale di distribuzione.
Ci chiediamo inoltre che politica è quella di produrre in conto terzi in stabilimenti non appartenenti al Gruppo (Turchia) con basse garanzie di qualità sul servizio e sul prodotto e vendere in Italia?
Non vorremmo che prendesse forma una linea strategica che ritenga più proficuo commercializzare piuttosto che produrre nel nostro Paese.
Nei prossimi incontri andranno verificate inoltre tutte le quote investite nel commerciale (25 milioni di Euro) e le loro relative rispondenze nelle voci di bilancio.
Volumi produttivi
I dati consuntivati ad oggi e la previsione di chiusura del 2011 sono allarmanti.
La stima di 1,4 milioni di pezzi è lontana dalla soglia dei 2 milioni previsti a piano. Oltre ad un contesto di crisi globale che non dimentichiamo e che abbiamo ben presente, questo trend pesantemente negativo può essere anche la conseguenza di scelte strategiche commerciali poco oculate.
L’indagine di Confindustria Ceramica afferma che nonostante il mercato della ceramica sanitaria sia rimasto pressoché costante la quota di Ideal Standard nel 2010 ha subito un drastico ridimensionamento.
Anche sul fronte degli investimenti industriali l'azienda è fortemente in ritardo rispetto a quanto convenuto nell’ accordo del 2009.
Logistica
Gli impegni assunti sulla creazione della piattaforma logistica de "La Piccola" di Brescia sono ad un punto morto e ciò a cui stiamo assistendo è il progressivo disimpegno delle parti coinvolte nel progetto a partire da FS Logistica.
Tutto questo rischia di rendere inutili i pesanti sacrifici che i lavoratori di tutto il gruppo Ideal Standard hanno sopportato in questi anni nell'ottica di salvaguardare l’occupazione ma anche il nome di un'azienda leader nel settore di cui l'Italia non può assolutamente privarsi.
Alla luce di tutto ciò le Segreterie Nazionali ed il Coordinamento sono fortemente preoccupati per lo scenario che potrebbe aprirsi a seguito della scadenza al 31/12/2011 dell'accordo sui contratti di solidarietà, su cui a breve dovremo aprire il confronto prima con l'azienda e successivamente con il Ministero chiedendo un nuovo piano industriale capace di rilanciare la Compagnia Italiana.
Dentro questo scenario diventa fondamentale la capacità dell’attuale gruppo dirigente, di definire una strategia credibile tesa a valorizzare il rilancio della società, diversamente ci vedremo obbligati a ricorrere all’istanza superiore.
Per queste ragioni è stata decisa una prima iniziativa di mobilitazione per tutti i lavoratori del Gruppo Ideal Standard, dichiarando per il
9 Novembre 2011 una giornata di sciopero
Le Segreterie Nazionali
FILCTEM CGIL – FEMCA CISL – UILCEM UIL
Il Coordinamento Nazionale Ideal Standard
martedì 18 ottobre 2011
Comunicato Stampa Ideal Standard
Le OO.SS Filctem Femca e Uilcem, insieme alla RSU di Ideal Standard, hanno incontrato questa mattina il Sindaco di Brescia On. Paroli e l’assessore Margaroli in palazzo Loggia.
L’incontro ha fatto il punto sull’attuazione di quanto concordato in sede ministeriale lo scorso 29 settembre, che prevede, il termine del 31 ottobre prossimo per la firma dell’accordo istituzionale sulla “piccola” di via Dalmazia.
Il Sindaco riferisce di non aver ancora incontrato la società ferrovie logistica e di non aver ancora a tutt’oggi chiaro quale sia la volontà di quest’ultima.
E’ stato ribadito che il progetto logistico nell’area di Via Dalmazia è molto importante e i fondi sono disponibili, a patto che si rispettino gli originali accordi di programma e non lo si trasformi in una speculazione edilizia che non risponde agli interessi più generali di sviluppo per la città.
Il sindacato ha chiesto un pronunciamento dell’amministrazione comunale a tutela anche degli accordi firmati al ministero due anni fa ed il Sindaco si è reso disponibile, nel caso non si raggiunga un’intesa il 31 ottobre, a promuovere un ordine del giorno in consiglio comunale che di fatto azzeri qualunque ipotesi di conversione dell’area dell’ex stabilimento produttivo di via Milano e che riporti alle intese originarie la riqualificazione dello scalo merci cittadino.
Il sindacato e le RSU, impegnate martedì prossimo nel coordinamento sindacale nazionale a Bologna, porteranno all’attenzione dei propri rappresentanti nazionali questa posizione, utile ad impedire per quanto ci riguarda qualunque ipotesi che non preveda il ritorno nell’ambito societario della attività logistica che oggi è appaltata ad Arcese e qualunque uso improprio dell’ex stabilimento in via Milano.
Brescia 18 ottobre 2011
Filctem – Femca – Uilcem territoriali
RSU Ideal Standard Brescia
venerdì 30 settembre 2011
CF Gomma, nuova cassa
E' stato firmato ieri in assolombarda a Milano tra la CF Gomma e il coordinamento sindacale nazionale l'accordo preliminare per la richiesta di un nuovo periodo di cassa integrazione in deroga, necessario per la scadenza il 4 novembre prossimo della cassa straordinaria per crisi e l'impossibilità a riprendere il normale esercizio a fronte della mancata ripresa del mercato interno di Fiat e la tenuta produttiva del solo mercato tedesco, lasciando intendere una chiusura del 2011 in linea con quella del 2010 e quindi con una mancata ripresa dei volumi produttivi sempre sotto del 22% rispetto al 2007.
L'intesa prevede la richiesta al ministero del lavoro di 12 mesi di cassa a partire dal 5 novembre, che interessano tutti i 646 lavoratori di CF Gomma Italia di cui 365 a Passirano. Verrà utilizzata sull'intero gruppo con una media di 118 lavoratori tra Operai e impiegati, entro ottobre verrà convocato l'incontro al ministero per l'approvazione della richiesta. In prospettiva 2012, nuove commesse per il reparto mescole per gomma e di antivibranti del sito di passirano protrebbero ridare ossigeno alla necessità di ridurre la condizione debitoria del gruppo ancora stabile oltre i 90 milioni.
L'intesa prevede la richiesta al ministero del lavoro di 12 mesi di cassa a partire dal 5 novembre, che interessano tutti i 646 lavoratori di CF Gomma Italia di cui 365 a Passirano. Verrà utilizzata sull'intero gruppo con una media di 118 lavoratori tra Operai e impiegati, entro ottobre verrà convocato l'incontro al ministero per l'approvazione della richiesta. In prospettiva 2012, nuove commesse per il reparto mescole per gomma e di antivibranti del sito di passirano protrebbero ridare ossigeno alla necessità di ridurre la condizione debitoria del gruppo ancora stabile oltre i 90 milioni.
Cominicato Ideal Standard dopo l'incontro al ministero e in comune
L’esito dell’incontro che si è svolto ieri al Ministero dello Sviluppo Economico,ha finalmente reso evidenti le contraddizioni ed i punti irrisolti che hanno fermato la realizzazione del progetto “ Piccola Velocità “ contenuto nell’accordo di due anni fa con l’Ideal Standard.
Aver ottenuto questo incontro in tempi brevissimi, è uno dei risultati della mobilitazione di lunedì dei lavoratori di Ideal Standard.
I nodi però rimangono tali, anche se il percorso proposto ieri dal sottosegretario Saglia potrebbe portare ad un ulteriore passo di chiarezza, ma non certo alla parola fine di questa complicata vertenza.
Questo il punto critico: Ferrovia Logistica afferma di essere sempre interessata al progetto della “ Piccola Velocità “ a Brescia, ma sembra essere un interesse finalizzato alla riqualificazione per la vendita dell’insieme delle aree. Infatti Ferrovie Logistica, rappresentata dal suo amministratore delegato ing. Galloni, conferma soprattutto l’interesse a trovare un finanziariamente solido partner o ancor meglio un solido acquirente per tutte le aree ad F. S. attribuite, compresa quella che dovrebbe essere destinata alla costruzione della Piattaforma Logistica Ideal Standard.
Nell’incontro di questa mattina in Loggia con il Sindaco Paroli e l’assessore Margaroli,si sono percorsi tutti i nodi critici della vicenda compreso il pericolo per tutta la città, non solo quindi per il futuro dei lavoratori Ideal Standard, che il progetto di intermodalità della Piccola Velocità a Brescia si risolva in una inutile quanto dannosa speculazione sulle aree interessate al progetto.
A questo scopo si è condivisa la necessità di condizionare tutta l’area interessata al progetto iniziale, proprio per salvaguardare il concetto di intermodalità.
Nei prossimi trenta giorni (il 31 ottobre 2011) si giocherà la partita finale e certo nessuno vuole trovarsi di fronte a una colossale presa in giro, quanto ad un’inutile ulteriore attesa.
Nei prossimi giorni, quindi, i lavoratori ed il sindacato sapranno trovare le dovute conseguenze di quanto è in gioco, non accetteranno uno snaturamento dell’accordo di due anni fa e sapranno rispondere all’altezza dell’aspettativa che dentro questo progetto avevano riposto.
RSU Ideal Standard Brescia
Femca – Filctem – Uilcem Brescia
Aver ottenuto questo incontro in tempi brevissimi, è uno dei risultati della mobilitazione di lunedì dei lavoratori di Ideal Standard.
I nodi però rimangono tali, anche se il percorso proposto ieri dal sottosegretario Saglia potrebbe portare ad un ulteriore passo di chiarezza, ma non certo alla parola fine di questa complicata vertenza.
Questo il punto critico: Ferrovia Logistica afferma di essere sempre interessata al progetto della “ Piccola Velocità “ a Brescia, ma sembra essere un interesse finalizzato alla riqualificazione per la vendita dell’insieme delle aree. Infatti Ferrovie Logistica, rappresentata dal suo amministratore delegato ing. Galloni, conferma soprattutto l’interesse a trovare un finanziariamente solido partner o ancor meglio un solido acquirente per tutte le aree ad F. S. attribuite, compresa quella che dovrebbe essere destinata alla costruzione della Piattaforma Logistica Ideal Standard.
Nell’incontro di questa mattina in Loggia con il Sindaco Paroli e l’assessore Margaroli,si sono percorsi tutti i nodi critici della vicenda compreso il pericolo per tutta la città, non solo quindi per il futuro dei lavoratori Ideal Standard, che il progetto di intermodalità della Piccola Velocità a Brescia si risolva in una inutile quanto dannosa speculazione sulle aree interessate al progetto.
A questo scopo si è condivisa la necessità di condizionare tutta l’area interessata al progetto iniziale, proprio per salvaguardare il concetto di intermodalità.
Nei prossimi trenta giorni (il 31 ottobre 2011) si giocherà la partita finale e certo nessuno vuole trovarsi di fronte a una colossale presa in giro, quanto ad un’inutile ulteriore attesa.
Nei prossimi giorni, quindi, i lavoratori ed il sindacato sapranno trovare le dovute conseguenze di quanto è in gioco, non accetteranno uno snaturamento dell’accordo di due anni fa e sapranno rispondere all’altezza dell’aspettativa che dentro questo progetto avevano riposto.
RSU Ideal Standard Brescia
Femca – Filctem – Uilcem Brescia
domenica 25 settembre 2011
Comunicato stampa Ideal Standard
Si è tenuta la sera di giovedì 22 settembre l’assemblea dei lavoratori Ideal Standard di Brescia, alla presenza delle strutture territoriali di Filctem Femca e Uilcem.
L’assemblea ha preso atto che non è ancora stato compiuto nessun passo verso la ratifica degli accordi in coerenza con quanto stabilito dal verbale del ministero del novembre 2009.
A distanza di due anni le uniche notizie pervenute riguardano la riqualificazione dell’area di via Milano dove c’era lo stabilimento produttivo ed il disimpegno di Ferrovie Logistica sulla “piccola” di via Dalmazia che verrebbe trasformata in pura operazione immobiliare e quindi senza alcun interesse strategico per lo sviluppo della intermodalità della città.
L’assemblea giudica insufficienti gli impegni presi in sede nazionale negli ultimi due incontri avuti presso il Ministero dello Sviluppo Economico e rivendica tutti gli impegni presi due anni fa ricordando che ad oggi, solo i lavoratori ed il sindacato vi hanno ottemperato.
L’assemblea decide la proclamazione di sciopero a partire dalle ore 6.00 di Lunedì 26 settembre con modalità ed iniziative che coinvolgeranno tutti i luoghi “simbolo” di questa vertenza.
All’unanimità
Brescia, 22 settembre 2010
L’assemblea ha preso atto che non è ancora stato compiuto nessun passo verso la ratifica degli accordi in coerenza con quanto stabilito dal verbale del ministero del novembre 2009.
A distanza di due anni le uniche notizie pervenute riguardano la riqualificazione dell’area di via Milano dove c’era lo stabilimento produttivo ed il disimpegno di Ferrovie Logistica sulla “piccola” di via Dalmazia che verrebbe trasformata in pura operazione immobiliare e quindi senza alcun interesse strategico per lo sviluppo della intermodalità della città.
L’assemblea giudica insufficienti gli impegni presi in sede nazionale negli ultimi due incontri avuti presso il Ministero dello Sviluppo Economico e rivendica tutti gli impegni presi due anni fa ricordando che ad oggi, solo i lavoratori ed il sindacato vi hanno ottemperato.
L’assemblea decide la proclamazione di sciopero a partire dalle ore 6.00 di Lunedì 26 settembre con modalità ed iniziative che coinvolgeranno tutti i luoghi “simbolo” di questa vertenza.
All’unanimità
Brescia, 22 settembre 2010
mercoledì 21 settembre 2011
Comunicato Segreteria Nazionale UIL
La Segreteria nazionale della Uil esprime forti preoccupazioni per l’aggravarsi della crisi economica e finanziaria che sta mettendo a dura prova la stabilità dell’Europa e, in particolare, del nostro Paese.
In questo quadro, il taglio delle stime di crescita dell’Italia, secondo il Fondo monetario Internazionale, e il declassamento del nostro debito, ad opera di Standard and Poor’s, sono solo gli ultimi due segnali negativi a conferma delle gravi difficoltà della fase che stiamo attraversando in un contesto europeo, complessivamente, in difficoltà.
A maggior ragione, per il nostro Paese, diventano improcrastinabili misure urgenti che non siano volte solo al necessario contenimento della spesa. La riduzione del debito e il pareggio di bilancio, infatti, seppur indispensabili, potrebbero non essere sufficienti a risalire una china che deve essere affrontata puntando anche sulla crescita. I margini di manovra sono piuttosto limitati ma occorre assolutamente evitare che si generino quelle condizioni da “tempesta perfetta” che ci trascinerebbero in una recessione dai risvolti sociali insostenibili. Guardando all’immediato futuro, dunque, urgono, le riforme, a partire da quella fiscale.
La Uil ritiene che un primo passo decisivo verso un’inversione di tendenza possa giungere da una redistribuzione della ricchezza sufficiente ad innescare la ripresa dei consumi, condizione di partenza per una crescita del Pil e dell’occupazione. Quella redistribuzione può essere operata riequilibrando il carico fiscale a vantaggio di tutti coloro che hanno il sostituto di imposta. A questo proposito, la Uil presenterà una sua proposta su come, di quanto e a chi ridurre le tasse, e su come realizzare questo spostamento del carico fiscale, prospettando alcune soluzioni concrete. Perché questa battaglia abbia possibilità di successo in tempi rapidi, è necessaria un’alleanza tra i sindacati confederali ma anche con le organizzazioni, le federazioni e le associazioni che rappresentano tutti i lavoratori dipendenti, a tutti i livelli, e tutti i pensionati. A sostegno di questa battaglia, poi, la Uil proporrà una forma di astensione dal lavoro di un’ora che sia in grado di coinvolgere tutti quei lavoratori che abbiano il sostituto di imposta.
La Uil continua a rivendicare, inoltre, un’immediata, vera ed efficace riduzione dei costi della politica, da perseguire attraverso una diminuzione dei livelli decisionali, una razionalizzazione dei centri di spesa e un’eliminazione degli sprechi. Per dare continuità alla propria azione sindacale, per sostenere la richiesta di riforme necessarie alla crescita, la Segreteria nazionale ha dato mandato alle proprie strutture territoriali di organizzare tre manifestazioni, al Nord, al Centro e al Sud del Paese, per coinvolgere e sensibilizzare iscritti, simpatizzanti e cittadini sulle proposte in campo. Le iniziative si svolgeranno a Napoli il 30 settembre, a Firenze il 14 ottobre, a Milano il 21 ottobre.
In questo quadro, considerata l’urgenza di definire alcune scelte condivise con le parti sociali decisive per le sorti del Paese, la Uil ribadisce che, in assenza di provvedimenti immediati e conseguenti da parte del Governo, sarebbe preferibile chiamare i cittadini ad esercitare il proprio potere di voto. La Segreteria nazionale della Uil, infine, conferma la mobilitazione delle categorie del pubblico impiego assicurando il coinvolgimento e la partecipazione della Confederazione allo sciopero già proclamato per il prossimo 28 ottobre. E’ stato inoltre deciso che la manifestazione nazionale si terrà a Roma.
La UIL ritiene che una politica che deprima la Pubblica Amministrazione e mortifichi il lavoro pubblico sia fortemente contraria agli interessi del Paese. Occorre rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono, nel settore, l’esercizio della contrattazione ed avviare a soluzione i problemi del precariato. La riforma della Pubblica Amministrazione è necessaria per modernizzare e rendere più efficienti i servizi ai cittadini. Ma ciò è possibile solo con il coinvolgimento dei lavoratori del pubblico impiego ai quali, a questo proposito, deve essere adeguatamente riconosciuto il valore del proprio lavoro.
Roma, 20 settembre 2011
In questo quadro, il taglio delle stime di crescita dell’Italia, secondo il Fondo monetario Internazionale, e il declassamento del nostro debito, ad opera di Standard and Poor’s, sono solo gli ultimi due segnali negativi a conferma delle gravi difficoltà della fase che stiamo attraversando in un contesto europeo, complessivamente, in difficoltà.
A maggior ragione, per il nostro Paese, diventano improcrastinabili misure urgenti che non siano volte solo al necessario contenimento della spesa. La riduzione del debito e il pareggio di bilancio, infatti, seppur indispensabili, potrebbero non essere sufficienti a risalire una china che deve essere affrontata puntando anche sulla crescita. I margini di manovra sono piuttosto limitati ma occorre assolutamente evitare che si generino quelle condizioni da “tempesta perfetta” che ci trascinerebbero in una recessione dai risvolti sociali insostenibili. Guardando all’immediato futuro, dunque, urgono, le riforme, a partire da quella fiscale.
La Uil ritiene che un primo passo decisivo verso un’inversione di tendenza possa giungere da una redistribuzione della ricchezza sufficiente ad innescare la ripresa dei consumi, condizione di partenza per una crescita del Pil e dell’occupazione. Quella redistribuzione può essere operata riequilibrando il carico fiscale a vantaggio di tutti coloro che hanno il sostituto di imposta. A questo proposito, la Uil presenterà una sua proposta su come, di quanto e a chi ridurre le tasse, e su come realizzare questo spostamento del carico fiscale, prospettando alcune soluzioni concrete. Perché questa battaglia abbia possibilità di successo in tempi rapidi, è necessaria un’alleanza tra i sindacati confederali ma anche con le organizzazioni, le federazioni e le associazioni che rappresentano tutti i lavoratori dipendenti, a tutti i livelli, e tutti i pensionati. A sostegno di questa battaglia, poi, la Uil proporrà una forma di astensione dal lavoro di un’ora che sia in grado di coinvolgere tutti quei lavoratori che abbiano il sostituto di imposta.
La Uil continua a rivendicare, inoltre, un’immediata, vera ed efficace riduzione dei costi della politica, da perseguire attraverso una diminuzione dei livelli decisionali, una razionalizzazione dei centri di spesa e un’eliminazione degli sprechi. Per dare continuità alla propria azione sindacale, per sostenere la richiesta di riforme necessarie alla crescita, la Segreteria nazionale ha dato mandato alle proprie strutture territoriali di organizzare tre manifestazioni, al Nord, al Centro e al Sud del Paese, per coinvolgere e sensibilizzare iscritti, simpatizzanti e cittadini sulle proposte in campo. Le iniziative si svolgeranno a Napoli il 30 settembre, a Firenze il 14 ottobre, a Milano il 21 ottobre.
In questo quadro, considerata l’urgenza di definire alcune scelte condivise con le parti sociali decisive per le sorti del Paese, la Uil ribadisce che, in assenza di provvedimenti immediati e conseguenti da parte del Governo, sarebbe preferibile chiamare i cittadini ad esercitare il proprio potere di voto. La Segreteria nazionale della Uil, infine, conferma la mobilitazione delle categorie del pubblico impiego assicurando il coinvolgimento e la partecipazione della Confederazione allo sciopero già proclamato per il prossimo 28 ottobre. E’ stato inoltre deciso che la manifestazione nazionale si terrà a Roma.
La UIL ritiene che una politica che deprima la Pubblica Amministrazione e mortifichi il lavoro pubblico sia fortemente contraria agli interessi del Paese. Occorre rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono, nel settore, l’esercizio della contrattazione ed avviare a soluzione i problemi del precariato. La riforma della Pubblica Amministrazione è necessaria per modernizzare e rendere più efficienti i servizi ai cittadini. Ma ciò è possibile solo con il coinvolgimento dei lavoratori del pubblico impiego ai quali, a questo proposito, deve essere adeguatamente riconosciuto il valore del proprio lavoro.
Roma, 20 settembre 2011
giovedì 15 settembre 2011
Patto per Brescia
convocati dal Prefetto Livia Narcisa Brassesco Pace, si è riunito ieri il tavolo istituzionale per un confronto sulla possibilità di generare un patto per Brescia, per lo sviluppo, per il futuro. Un progetto ambizioso che andrà alla verifica tra due settimane sempre in prefettura.
Articolo di bresciaoggi:
http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/288151_uniti_contro_la_crisibrescia_lancia_il_patto/
il comunicato stampa:
Articolo di bresciaoggi:
http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/288151_uniti_contro_la_crisibrescia_lancia_il_patto/
il comunicato stampa:
Iscriviti a:
Post (Atom)










