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mercoledì 21 marzo 2012

Documento finale direzione nazionale UIL

Roma 21 marzo 2012
La Direzione della UIL nel condividere la relazione del Segretario Generale in merito al confronto con il Governo sulla riforma del mercato del lavoro, sottolinea che la strada della semplice consultazione, e non della concreta trattativa, non ha prodotto il risultato che il Paese si aspettava: un piano per la crescita; sostegno alla contrattazione aziendale con la conferma della detassazione dei premi di risultato; la concreta attenuazione di quelle disfunzioni nel mercato del lavoro; la costruzione di un nuovo sistema di protezione sociale che tenga conto di come accompagnare le persone verso un nuovo lavoro, alla luce anche degli effetti devastanti della riforma delle pensioni per le centinaia di migliaia di lavoratori che, posti in mobilità o in esodo, ad oggi non hanno accesso né al sostegno al reddito né alla pensione .
La UIL sostiene da anni la necessità di un cambiamento di rotta del nostro mercato del lavoro che, proprio in coincidenza con la profonda crisi finanziaria, ha mostrato con drammatica evidenza, tutti i propri limiti e problemi strutturali troppe volte rimandati nel tempo.
Malgrado il soddisfacente sistema di protezione sociale messo in campo in questi ultimi tre anni, attraverso il massiccio ricorso agli strumenti “straordinari” di deroga, che hanno limitato la fuoriuscita dal mercato del lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori, abbiamo sempre sostenuto la necessità di intervenire con misure “strutturali” per aumentare il livello di tutele e occupabilità, in particolare, dei giovani, delle donne e dei lavoratori maturi.
L’obiettivo è quello di dare omogeneità ad un sistema che, attraverso gli interventi che si sono succeduti e sovrapposti negli anni, hanno generato una spiccata segmentazione del mercato del lavoro che si è caratterizzata in un profondo dualismo tra lavoratori protetti e lavoratori sui quali si è, invece, scaricata tutta l’esigenza di flessibilità del mercato del lavoro sul nostro sistema produttivo.
In questo quadro, la UIL giudica comunque con interesse i provvedimenti annunciati per favorire la buona e corretta flessibilità in ingresso (apprendistato e contratto di inserimento) e la volontà di mettere in campo nuove regole per prosciugare il bacino della precarietà a partire dalle varie forme di falso lavoro autonomo, come le Partite Iva, le false collaborazioni a progetto, gli associati in partecipazione, i tirocini, il lavoro occasionale accessorio e il lavoro a chiamata.
La UIL fino all’ultimo verificherà che i provvedimenti legislativi annunciati siano coerenti con queste proposte e che rispondano all’obiettivo condiviso di
riportare il contratto di lavoro a tempo indeterminato come il contratto “dominante”.
E’ apprezzabile che si sia convenuto con la proposta UIL di limitare l’uso improprio dei contratti a tempo determinato anche attraverso la leva del maggior costo per le imprese che utilizzano questo contratto.
Più ombre vi sono sullo schema presentato sui nuovi ammortizzatori sociali a partire dall’incertezza sulla estensione universale della cassa integrazione anche alle imprese che oggi ne sono prive e che oggi hanno usufruito della cassa in deroga.
La UIL chiede coerenza al Ministro che ha sempre sostenuto che l’universalità della protezione sociale fosse l’obiettivo del Governo.
Preoccupante e grave è l’incerta proposta di come si potranno tutelare centinaia di migliaia di lavoratori a rischio espulsione dal “lavoro”, oggettivamente deboli nel percorso di ricollocazione.
Tale situazione è aggravata dalla sostanziale assenza di proposte normative concrete di politiche attive e di outplacement: va quindi valutata l’opportunità di indirizzare le risorse pubbliche, promesse dal Governo, anche per finanziare i Fondi di protezione dei lavoratori anziani.
Sulla cosiddetta flessibilità in uscita, la UIL ribadisce che l’aver caricato di significati impropri uno strumento di tutela, ha alterato il confronto penalizzando così, le proposte di merito, ragionevoli ed innovative, che la UIL ha messo sul tavolo del confronto: semplificazione delle procedure, accelerazione dei tempi per il giudizio, migliore definizione delle causali con il fine di rendere meno ampia la discrezionalità dei giudici.
L’ipotesi presentata dal Governo, più apprezzabile nella parte che riconsegna al giudice la facoltà di reintegrare il lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo soggettivo, non risponde, però, al tema del rischio di abuso di potere in mano all’azienda per i licenziamenti cosiddetti economici o oggettivi. La UIL propone quindi che sia vincolante, per l’azienda, l’obbligo di informazione alle rappresentanze sindacali presenti nell’impresa, con il fine di fornire al giudice un alto grado di conoscenza di come si è sviluppata la procedura.
Su queste proposte e contenuti la UIL chiede al Legislatore un intervento che ne raccolga i contenuti e li concretizzi nei provvedimenti di Legge.
La Direzione della UIL dà mandato alla Segreteria di sostenere le ragioni e le proposte contenute nel presente documento in tutte le sedi di confronto.

venerdì 24 febbraio 2012

Invatec - Verbale Ministero Sviluppo Economico


                                                                        

Documento
Azienda
Settore
Numero dipendenti
Data
Verbale di riunione
Medtronic Invatec S.p.A.
Biomedicale
592
20 Febbraio 2012

In data 20 febbraio 2012 presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuto l’incontro riguardante la Società Medtronic Invatec S.p.A.

Alla riunione hanno partecipato la dr.ssa Brunetti (MiSE), in rappresentanza della Medtronic Invatec il Direttore del sito di Brescia Ing. Giarrizzo, il Responsabile delle Risorse Umane dr. Secchi unitamente alla dr.ssa Bianchi ed al dr. Freri. Erano altresì presenti all’incontro la dr.ssa Marcangeli dell’Associazione Industriali Bresciana e le OO. SS. nazionali e territoriali FILCTEM CGIL,FEMCA CISL e UILCEM UIL.



La dr.ssa Brunetti ha aperto l’incontro richiamando l’attenzione sull’oggetto della richiesta di apertura del Tavolo di ministeriale da parte delle OO.SS. ovvero la presentazione del Piano Strategico da parte della Direzione Medtronic; nello specifico, la Casa Madre ha annunciato a novembre 2011 l’avvio di un processo di riorganizzazione che interesserà 300 risorse (che riguarderà anche i dipendenti del sito di Frauenfeld in Svizzera).

La dr.ssa Brunetti ha altresì specificato che la Società ha comunicato di voler creare nel sito bresciano un centro d’eccellenza per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie mediche nel settore delle malattie vascolari periferiche.



L’Ing. Giarrizzo ha preliminarmente illustrato i punti cardine del Piano Strategico partendo dall’operazione di acquisizione della Invatec S.p.A. (azienda leader nel mercato periferico), nell’aprile 2010, da parte della multinazionale americana Medtronic (per 500 milioni $). La Medronic ha, in seguito, acquistato gli immobili in cui viene esercitata l’attività di ricerca e produzione ed ha altresì investito 2 ml di euro per infrastrutture tecnologiche lo scorso anno che saranno incrementati di ulteriori 3 milioni di euro nel FY 2013 (“fiscal year “anno fiscale per la Casa Madre). L’Ing. Giarrizzo ha altresì presentato i positivi risultati commerciali del sito bresciano nell’attività di ricerca non solo nell’area periferica ma anche in altre aree terapeutiche nelle quali opera la Casa Madre evidenziando però l’esistenza, nonostante questi positivi risultati, di perdite sui trimestri del FY per 10 Ml $ a causa degli investimenti in ricerca e sviluppo che si sono resi necessari.

L’Ing. Giarrizzo ha inoltre illustrato i punti strategici in cui si articolerà il Piano ovvero la creazione nel sito di Brescia di un Campus dell’innovazione e lo spostamento nel sito di Brescia delle attività di ricerca, sviluppo e produzione di un nuovo dispositivo di protezione cerebrale acquistato dalla Casa Madre da un’azienda negli Stati Uniti; l’attuazione del Piano determinerà una riduzione a partire da maggio 2012 di n. 120 unità (tra diretti e indiretti) nell’area della produzione di dispositivi coronarici e da maggio 2013 di n. 180 (tra diretti e indiretti) nella linea di assemblaggio di un dispositivo per le malattie vascolari periferiche che sarà trasferita in Messico. Per queste 300 unità interessate dal processo di riorganizzazione la Società ha comunicato di voler ricorrere all’uso del Contratto di Solidarietà.



Le OO.SS. hanno preliminarmente ringraziato il MiSE per l’estrema disponibilità dimostrata e per il supporto offerto ed hanno ribadito la propria contrarietà in merito all’annunciato trasferimento della linea di assemblaggio alla luce delle evidenti problematiche occupazionali che potrebbero derivarne; hanno, inoltre, richiamato l’attenzione del Management sul potenziale strategico del sito di Brescia, ancor prima dell’arrivo della Medtronic, in considerazione della riconosciuta eccellenza della Invatec nell’attività di sviluppo, creazione, assemblaggio e vendita di coronarici ed in particolare di periferici (brevettato dalla stessa Invatec).

Le OO.SS. hanno, pertanto, evidenziato perplessità in merito alla strada scelta dalla Casa Madre per abbattere i costi ed hanno richiesto al Management di ipotizzare soluzioni di riorganizzazione alternative che garantiscano il mantenimento occupazionale.

Da ultimo, le OO.SS. hanno manifestato l’intenzione di proseguire con i Tavoli Istituzionali, sia a livello locale che nazionale per provare a trovare soluzioni alternative finalizzate a salvaguardare i lavoratori.



L’ing. Giarrizzo ed il dr. Secchi hanno evidenziato la disponibilità della Medtronic al confronto con le OO.SS. ribadendo però che il Piano Strategico presentato è definito; l’Ing. Giarrizzo ha anche confermato che la Società sta valutando attentamente possibili percorsi per attenuare l’impatto sociale della scelta e che vi è completa disponibilità dell’Azienda nel valutare, se presenti, con le Istituzioni opportunità di investimento nell’area R&S anche alla luce di potenziali iniziative in ambito territoriale per la creazione di un cluster biomedicale in Lombardia.



La dr.ssa Brunetti, con riferimento al Piano Strategico, ha ribadito l’importanza per l’Istituzione di cercare di giungere ad una soluzione condivisa che tuteli al massimo i lavoratori - fermo restando il ruolo del MiSE quale Istituzione preposta a contrastare il declino dell’apparato produttivo ed industriale attraverso l’esame di piani industriali che, per quanto possibile, siano orientati allo sviluppo delle realtà nazionali; con riferimento alla gestione di potenziali esuberi, la dr.ssa Brunetti ha ribadito che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è l’unica istituzione preposta ad attivare la procedura per gli ammortizzatori sociali.

La dr.ssa Brunetti ha inoltre espresso condivisione per scelta di allargare, per il prossimo incontro, il Tavolo di confronto anche alle Istituzioni Territoriali (Regione, Provincia e Comune) al fine di valutare percorsi condivisi ed eventuali opportunità finalizzate a salvaguardare l’occupazione.



L’Ing. Giarrizzo ha da ultimo concordato con il MiSE e con le OO.SS. sull’opportunità di coinvolgere anche le Istituzioni locali.



La dr.ssa Brunetti infine ha confermato la piena disponibilità del MiSE a riconvocare a breve – presumibilmente entro fine marzo p.v. - un ulteriore Tavolo di confronto nell’auspicio che un proficuo confronto tra tutti gli attori istituzionali coinvolti porti al più presto ad una soluzione condivisa ed utile per tutte le Parti.


lunedì 13 febbraio 2012

Eternit, la sentenza

(AGI) Torino, 13 feb. - "Un sogno che si realizza" in una silenziosa e surreale commozione. Il pm Raffaele Guariniello,al termine di tre ore di lettura di una sentenza "storica" ed "esemplare", parla di un sogno realizzato: fare giustizia per le vittime dell'amianto nel processo Eternit, il piu' grande mai celebrato in Europa per il numero di parti civili, circa 6000. Che si e' chiuso cosi' come si era aperto: con un elenco, una lunghissima lista di nomi, che all'inizio del processo chiedevano giustizia e che, in chiusura del primo grado, vedono la loro domanda accolta sotto forma di risarcimento.
"Ma prima di ogni dato economico vengono i sedici anni di condanna inflitti" a Stephan Schmidheiny e a Jean Louis de Cartier, come ha sottolineato Bruno Pesce, presidente dell'Associazione delle Vittime Amianto. Una condanna a sedici anni per entrambi riconosciuti colpevoli di disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele. Quattro anni in meno rispetto ai venti anni chiesti dalla pubblica accusa. Questo perche' per il giudice c'e' una data che segna un discrimine ed e' l'agosto del 1999: prima, il reato e' da considerarsi prescritto; e' invece imputabile per le conseguenze della dispersione delle fibre killer tuttora perduranti.
Questo vale, secondo il giudice Casalbore, solo per gli stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo, mentre, evidentemente, non sono state considerate determinanti le prove a supporto di un disastro ambientale tuttora perdurante a Rubiera e Bagnoli. Per capire meglio il dispositivo occorrera', comunque, aspettare il termine di 90 giorni per il deposito delle motivazioni. Intanto l'altro dato clamoroso sono i risarcimenti milionari riconosicuti dalla Corte d'Assise: un totale che ammonterebbe, secondo le prime stime, ancora da conteggiare definitivamente a circa 100 milioni di euro.
Il piu' consistente, 25 milioni di euro, va al Comune di Casale Monferrato, che dopo qualche tentennamento nelle settimane scorse aveva rifiutato un'offerta da parte degli imputati di 18 milioni di euro; 20 milioni alla regione Piemonte, 15 all'Inail e 100.000 a sindacati e associazioni. Da 30mila a 50mila euro le provvisionali per i parenti delle vittime, 35mila euro per ciascun malato di patologie correlate all'amianto."Una sentenza che non ci aspettavamo" hanno commentato le difese, che hanno annunciato il ricorso in appello. Ma il rischio per loro e' che i loro assistiti siano trascinati in un altro processo, il cosiddetto "Eternit bis" per le vittime successive al 2008 con la contestazione di omicidio.
"Thysenn e Eternit dimostrano che qualcosa e' cambiato nella sensibilita' alla sicurezza sul lavoro" ha commentato il procuratore Capo Giancarlo Caselli, che ha chiuso con un messaggio implicito alla politica: "se fosse stata gia' in vigore la legge sulla responsabilita' civile dei magistrati sicuramente Guariniello e i suoi colleghi avrebbero fatto il loro dovere, ma non so quanti altri Guariniello avrebbero potuto esservi in giro per l'Italia" .

cos'è l'eternit

storia del processo

giovedì 9 febbraio 2012

Quale fututo per A2A?

Dal sole 24 ore Lombardia dell'8 febbraio 2012, un articolo sulla posizione della Lega a Brescia riferita alla società A2A ed alle proposte di riposizionamento dei comuni controllanti ed un commento di Daniele Bailo sul punto di vista sindacale. Questo articolo è uscito il giorno prima l'annuncio di dimissioni del presidente Giuliano Zuccoli che la stampa ha pubblicato ieri e che aprono un altro filone del dibattito sul ruolo e la gestione della multiutlity lombarda.

domenica 5 febbraio 2012

reddito

redditi troppo bassi per i dipendenti italiani, ma il paragone è impietoso rispetto alla nostra rappresentanza politica in parlamento.

scheda

mercoledì 25 gennaio 2012

Famiglie italiane più povere

Bankitalia: Adoc, in Italia redditi inferiori del 40% media europea Altro Roma, 25 gen. - (Adnkronos) - ''Un dato grave e preoccupante ma non stupisce, dato che le famiglie italiana guadagnano il 40% in meno di una famiglia media europea''. Cosi' l'Adoc commenta lo studio di Bankitalia dal quale emerge che il reddito delle famiglie italiane e' calato del 2,4% rispetto al 1991, il 27% delle famiglie ha debiti per oltre 43mila euro. ''E' molto grave il dato sui redditi di Bankitalia, ma -sottolinea Carlo Pileri, il presidente dell'Adoc- non ci stupiamo visto che il reddito medio di una famiglia in Europa e' superiore del 39,6% a quello di una famiglia italiana con l'aggravante che in Italia il costo della vita e' ben superiore a quello di altri Paesi. Da noi l'impatto sul reddito e' pari all'83%, in Germania il costo della vita 'ruba' il 43% del reddito, in Francia pesa il 58%, mediamente in Europa l'impatto si attesta al 68% del reddito. In queste condizioni le possibilita' di risparmio diminuiscono mentre aumentano le occasioni di contrarre debiti''. Ormai, rileva Pileri, ''l'indebitamento non e' piu' collegato solo agli immobili e ai veicoli, ma riguarda beni e servizi un tempo esonerati come viaggi, palestre, matrimoni, spese mediche. Le famiglie italiane sono allo stremo, ci auguriamo che tramite l'applicazione corretta delle liberalizzazioni, con un'estensione anche a settori finora non toccati, si possa ridare ossigeno ai bilanci familiari e ai consumi. Stimiamo che il risparmio generato in un anno possa arrivare fino ad una mensilita' di stipendio, con una ripresa media dei consumi pari al 5%'', conclude.

sabato 21 gennaio 2012

conferenza stampa UIL di Brescia del 20 gennaio 2011

Dopo la pesantissima e inicua  manovra del Governo Monti che ha fatto pagare al ceto medio e in particolare al mondo del lavoro il conto di una crisi economica e sociale, giocando la carta dell’emergenza; il 2012 sarà un anno molto difficile con conseguenze negative per le famiglie che vedranno ridimensionato il loro potere d’acquisto e in molti casi si avranno situazioni di forte criticità. Di fatto i redditi da lavoro e da pensione saranno bloccati mentre aumenterà fortemente il costo della vita.



Avremo inoltre una emergenza occupazionale sempre più forte, in particolare per i giovani e per i lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali.

Sul piano generale è necessario che il Governo oltre a rivedere alcune delle decisioni assunte in materia previdenziale, che obiettivamente penalizzano oltre misura alcune fasce di lavoratori e lavoratrici e i pensionati che si vedono bloccata la rivalutazione della loro pensione, e  a continuare incrementandola la lotta alla evasione fiscale, sarà necessario che agisca sulla spesa perché ancora non lo ha fatto con la necessaria determinazione.

Sono incompatibili con lo sviluppo e la crescita, su cui è necessario investire risorse economiche adeguate, i costi della politica, gli sprechi e la clientela nella pubblica amministrazione anche introducendo il criterio della spesa standard in una logica di federalismo territoriale.



I temi in agenda tra CGIL-CISL- e UIL  per il confronto con il Governo sono essenziali per uscire dalla condizione di stallo con cui il Paese si ritrova, quindi al centro vanno posti il  lavoro, la crescita e l’equità sociale e fiscale. Su questi temi è necessario ritrovare oltre che l’unità d’azione nel sindacato, il necessario consenso tra l’opinione pubblica e i lavoratori.

Si tratta non solo di avviare una fase nuova per lo sviluppo e superare le tendenze recessive ma anche ricreare fiducia nel futuro in particolare per le nuove generazioni.



A Brescia dopo anni di “cortocircuito autoreferenziale” del nostro sistema di rappresentanza è necessario dimostrare concretezza e disponibilità per individuare i percorsi territoriali per rispondere alla crisi. E’ mancata sin ora una capacità di coordinare gli interventi e definire le priorità. Oggi sono aperti due percorsi il primo riferito al tavolo anticrisi che molto faticosamente si sta concretizzando con il coordinamento del Prefetto dopo che la Provincia ha di fatto rinunciato al suo ruolo, il secondo tutto sindacale è legato ad un difficile ma ineludibile accordo con AIB sullo sviluppo delle imprese e sulla loro competitività.

 

TESSERAMENTO 2011

SETTORI PRODUTTIVI:                     2010                 2011
-      AGROALIMENTARE                       683                 733

-      INDUSTRIA                               9.269              9.608 

-      TERZIARIO                               1.678              1.645

-      TRASPORTI                                  698                667

-      PUBBLICA AMMINISTRAZIONE     4.218             4.255

-      UIL Tem.p@ (lavoratori atipici)        50                224 
                                              
                                                      
TOTALE ATTIVI                              16.596            17.132 

-      UILP                                          6.724               6.580

TOTALE GENERALE                      23.320             23.712 

martedì 3 gennaio 2012

quanto guadagnano i parlamentari?

francamente, letta la relazione del 31 dicembre della commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa, non è dato sapere...mancano le spese di rappresentanza per un giudizio compiuto, come vedete nella scheda qui sotto, l'ultima riga sulle spese rimanda allo specifico capitolo, rendendo noto, che in alcuni altri paesi sono dipendenti diretti del parlamento o la spesa è certificata, mentre da noi, nessun parlamentare è tenuto a rendicontare sulle effettive spese, basta che dichiari di avere uno o più collaboratori, che scatta la rispettiva indennità per la quale non deve successivamente dimostrare nulla, tradotto; se li può tenere in tasca. Credo che questo, unito ad altri malcostumi della nostra classe politica, non siano più tollerabili, sebbene questo capitolo non incide sulla spesa pubblica. Importante è non confondere i costi della politica con i costi della democrazia, sarebbe una deriva molto preoccupante.

mercoledì 16 novembre 2011

Il Progetto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) riguarda l’analisi della mortalità delle popolazioni residenti in prossimità di una serie di grandi centri industriali attivi o dismessi. Da questa indagine, Brescia risulta al primo posto per mortalità da incremento dei linfomi non-Hodgkin messo in relazione con la contaminazione diffusa da PCB. Indagine completa e di sicuro interesse per una magigore consapevolezza dei rischi da esposizione di inquinanti.
il sito della ricerca

venerdì 28 ottobre 2011

UIL su lettera Governo a UE

La segreteria nazionale della UIL si è riunita per una prima valutazione in merito agli impegni assunti dal Governo italiano nei confronti dell’Unione europea.


Proprio in considerazione della fase che sta attraversando il nostro Paese, la Uil continua a considerare fondamentale la definizione di una riforma fiscale entro la fine di questo anno.



La riforma deve porsi l’obiettivo di ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati e le necessarie risorse dovranno essere reperite agendo su tre filoni. Bisogna, innanzitutto, proseguire e implementare l’azione di recupero dell’evasione fiscale, utilizzando una parte di questi introiti per la riduzione delle tasse. Deve, inoltre, essere rimodulato il sistema delle deduzioni e delle detrazioni a vantaggio del lavoro dipendente. Occorre, infine, spostare il carico fiscale dai redditi ai patrimoni la cui entità sia superiore ad 1 milione di euro.



La Uil ritiene che non sia possibile chiedere sacrifici ai cittadini se le Istituzioni che li rappresentano e le Amministrazioni, a tutti i livelli, non siano prioritariamente coinvolte in un’operazione di “igiene politica”. Non è solo una questione di etica o di giustizia sociale ma anche di necessità economica. Le difficoltà e gli impegni a cui il Paese deve far fronte non ci consentono più di tollerare sprechi di nessun genere. Pertanto, la Uil chiede che vengano subito attuati interventi, atti a ridurre costi della politica così elevati da non poter essere più sopportati. Soluzioni, in tal senso, concretamente applicabili sono state indicate dalla nostra Organizzazione in più di una circostanza e in documenti ufficiali già noti ai soggetti istituzionali preposti ad assumere quelle decisioni.



Per quel che riguarda le pensioni, va accolta con favore la diffusa consapevolezza che il nostro sistema previdenziale è in equilibrio e che, dunque, non necessita di alcun intervento correttivo. Serve, piuttosto, omogeneizzare i trattamenti previdenziali di tutte le categorie, politici compresi, a quelli dei lavoratori dipendenti. Bisogna, altresì, rafforzare la previdenza complementare dimezzando il relativo carico fiscale e introducendo norme che la rendano effettivamente generalizzabile.



In merito a quanto espresso nella lettera del Governo italiano sui possibili interventi nel pubblico impiego va detto che quegli intendimenti aggravano il giudizio della Uil. Si rafforzano, dunque, ulteriormente le ragioni della manifestazione indetta per la giornata di domani nel pubblico impiego. Resta comunque centrale l’obiettivo di restituire ai lavoratori di questo settore la legittimità alla contrattazione di secondo livello così come accade per il privato.



Infine, consideriamo del tutto sbagliato l’impegno assunto dall’Esecutivo circa l’introduzione di una legge che modifichi le norme sui licenziamenti per ragioni economiche. E’ una scelta in totale contraddizione con quanto realizzato in questi anni di crisi con il massiccio finanziamento degli ammortizzatori sociali proprio per evitare licenziamenti di massa. Peraltro, in Italia, è già sufficientemente facile estromettere i lavoratori dai processi produttivi al punto che nessuna associazione di impresa chiede modifiche alle norme vigenti. E questa è la migliore testimonianza dell’inopportunità di cambiamenti sul capitolo in questione. La linea della Uil resta inalterata: bisogna finanziare l’occupazione e non spendere soldi per finanziare la disoccupazione.



In questi anni abbiamo evitato astensioni dal lavoro consapevoli che in una fase di crisi esse avrebbero rappresentato un sacrificio per i lavoratori e un danno per le imprese.



Tuttavia, se il Governo decidesse di modificare le norme sul lavoro, unilateralmente, saremmo costretti a promuovere uno sciopero generale.



Roma, 27 ottobre

venerdì 23 settembre 2011

documento finale Direttivo UIL di Brescia

Il Direttivo della UIL di Brescia esprime forti preoccupazioni per l’aggravarsi della crisi economica e finanziaria che mette a dura prova la stabilità dell’Europa e in particolare il nostro Paese. Le difficoltà della crescita produttiva, le forti preoccupazioni per l’aumento della disoccupazione in particolare giovanile, la riduzione dei redditi di lavoro e l’instabilità politica che caratterizza il Governo sono elementi di grande criticità che richiedono da parte del Governo misure ormai improcrastinabili e urgenti che non siano volte solo al contenimento della spesa. La riduzione del debito e il pareggio di bilancio potrebbero non essere sufficienti se pure indispensabili per uscire dalla crisi occorrono interventi sulla crescita.


Nel breve sono necessarie riforme strutturali a partire da quella fiscale che oltre a continuare la lotta all’evasione partendo dal territorio, introduca una decisiva inversione di tendenza per realizzare la redistribuzione della ricchezza a vantaggio dei cittadini che hanno un sostituto d’imposta attraverso la riduzione delle tasse. Questa è per noi la condizione ottimale per la ripresa dei consumi interni, elemento primario per la crescita del PIL e dell’occupazione.

Per questo obiettivo più volte richiesto al Governo e sempre disatteso è necessario realizzare il massimo del consenso e dell’unità sindacale.

Risulta poi indispensabile intervenire con efficacia e rapidità sui costi della politica a partire dai privilegi, ma non solo, è necessario razionalizzare la spesa pubblica intervenendo sui livelli istituzionali sia al centro che sul territorio. E’ poi improcrastinabile intervenire sugli sprechi e inefficienze introducendo da subito il concetto di “spesa standard”.

Sul versante del mercato del lavoro è necessario intervenire per il superamento della precarietà con un nuovo ordinamento legislativo per un unico rapporto di lavoro (proposta Prof. Ichino).

I temi di attualità non possono che farci prestare la massima attenzione sulle ricadute che coinvolgono i pensionati sulla tenuta del loro potere di acquisto, sull’assistenza, sul diritto alla salute e sui servizi sociali.

In questo quadro di estrema preoccupazione per le sorti del Paese in assenza di risposte ai problemi per la crescita e la razionalizzazione della spesa pubblica da parte del Governo è preferibile che si vada a elezioni anticipate ridando la parola ai cittadini.

Il Direttivo provinciale ritiene che le politiche del Governo verso il lavoro pubblico a partire dalla riforma Brunetta siano contrarie all’interesse del Paese. E’ necessaria una vera riforma da realizzare con la partecipazione dei lavoratori per rendere efficiente la pubblica amministrazione rimuovendo gli ostacoli che impediscono di evitare sprechi e inefficienze. Il direttivo condivide le ragioni dello sciopero generale del pubblico impiego dichiarato dalla UIL che auspichiamo veda la convergenza di CISL e CGIL, ponendo al centro l’ obiettivo di prevedere un rapporto di lavoro come quello dei privati per i dipendenti pubblici e di estendere i contenuti dell’accordo con Confindustria del 28 giugno sulla contrattazione e rappresentanza anche ai lavoratori pubblici.

La gravità della situazione richiede particolare attenzione alla comunicazione interna all’organizzazione e verso i lavoratori e l’opinione pubblica, in modo da realizzare il maggior consenso sulle posizioni dell’organizzazione. E’’ necessario altresì che le posizioni dell’organizzazione vengano discusse ed approvate dagli organismi preposti.



Brescia 22 settembre 2011

mercoledì 16 giugno 2010

Manovra economica

IL PARLAMENTO DEVE CAMBIARE LA MANOVRA ECONOMICA. BASTA INIQUITA’


Come UIL di Brescia riteniamo necessario nell’interesse del mondo del lavoro, come avviene in altri paesi europei, intervenire a difesa della stabilità dell’euro e del sistema Europa, attraverso la riduzione del deficit pubblico del nostro Paese.
In particolare condividiamo l’azione economica rivolta alla qualificazione della spesa pubblica (costi della politica non sopportabili e lotta agli sprechi, inefficienze e clientele nella pubblica amministrazione). Così come è necessario concretizzare, con maggiore incisività rispetto al passato, politiche per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale e contributiva.
Questo deve avvenire senza ostacolare lo sviluppo del Paese per realizzare la crescita economica e per uscire dalla crisi occupazionale e sociale che stiamo vivendo.
Sono pertanto necessarie oltre alle iniziative per ridurre il deficit (che devono essere eque e sostenibili), riforme strutturali per far ripartire il Paese, a partire dal federalismo fiscale accompagnato da senso di responsabilità e coesione sociale, anche attraverso l’utilizzazione del criterio della spesa standard per finanziare il bilancio pubblico.
Come UIL di Brescia riteniamo inaccettabili, così come definiti dal Governo, i provvedimenti che intervengono sul pubblico impiego, con il congelamento per tre anni della contrattazione, il blocco indiscriminato del turn-over e dei percorsi di carriera già contrattati nella scuola.
I lavoratori pubblici non possono essere chiamati sull’altare sacrificale delle inefficienze dello Stato e del malgoverno pubblico. Così come siamo fermamente contrari a interventi sulle pensioni private e pubbliche che mettano in discussione le pensioni contributive legate ai 40 anni di lavoro e dei lavoratori in mobilità, e allungano i tempi per le pensioni di vecchiaia. Esprimiamo inoltre grande preoccupazione sulle decisioni di ridurre il trasferimento delle risorse alle regioni e agli enti locali con il pericolo concreto di interventi al ribasso sul welfare locale che pesano maggiormente per le amministrazioni virtuose.
Come UIL di Brescia condividiamo l’idea di non aumentare la pressione fiscale a chi le tasse già le paga (in particolare lavoratori e pensionati).
E’ necessario però agire fiscalmente sui grandi margini di rendita che esistono in alcuni settori (banche, assicurazioni, grandi patrimoni e rendite finanziare speculative).
Come UIL contestiamo queste parti della manovra economica ed insieme alle categorie stiamo assumendo iniziative verso il Parlamento e nella società civile, proponendo azioni alternative per modificarne gli aspetti di iniquità e per riportare la contrattazione al centro della necessaria riforma del sistema pubblico.
Il sindacato ed i lavoratori non si sottraggono alla loro parte di responsabilità, ma in un quadro di interventi che abbiano come presupposto la solidarietà e il lavoro, la coesione sociale e la tutela dei più deboli. E’ necessario realizzare un percorso che, come dice il Presidente Napolitano, veda il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le forze sociali verso il cambiamento socio economico del Paese per realizzare la crescita economica, buona occupazione e tenuta del potere d’acquisto di salari e pensioni, dando fiducia nel futuro alle nuove generazioni.

La Segreteria UIL Brescia