redditi troppo bassi per i dipendenti italiani, ma il paragone è impietoso rispetto alla nostra rappresentanza politica in parlamento.
scheda
Uilcem Brescia Sindacato dei chimici, elettrici e manifatturiero della UIL di Brescia
giovedì 2 febbraio 2012
comunicato stampa Ideal Standard
FILCTEM-CGIL
FEMCA-CISL UILCEM-UIL RSU
COMUNICATO STAMPA
DEL 02/02/2012 IDEAL STANDARD
L'annuncio di un intervento
radicale condiviso da maggioranza e opposizione del consiglio comunale di
Brescia sulle destinazioni e le volumetrie riguardanti l' area Ideal Standard
di via Milano e l'area della Piccola di
via Dalmazia in previsione della definitiva approvazione del PGT, ha scatenato
l'immediata reazione di Rete Ferroviaria
Italiana e di FS Logistica nonchè dell' assessore provinciale Ghirardelli.
Le osservazioni al PGT,
presentate dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria e dalle organizzazioni sindacali territoriali,
avevano ed hanno appunto lo scopo di vincolare qualsiasi modificazione delle
destinazioni previste nelle due aree citate alla soluzione della vertenza Ideal
Standard.
A distanza di due anni
l'obiettivo dei lavoratori resta quello di
indurre tutti i soggetti firmatari dell'accordo, a suo tempo
sottoscritto in sede ministeriale per la costruzione della piattaforma
logistica Ideal Standard nell'area della Piccola, a tradurre gli impegni in
fatti concreti.
Pertanto l'immediata reazione
suscitata dall'annuncio può assumere un significato positivo se segnala un
rinnovato interesse che pareva venuto meno, visto il disinteresse e la
latitanza riscontrati in tutti questi mesi.
Pertanto, se davvero ora esiste
la volontà di portare a conclusione la vicenda, è necessario riprendere
immediatamente un confronto, avendo chiaro quali sono gli impegni che spettano
a ciascuno dei soggetti coinvolti, chiarendo quindi le rispettive competenze, i
relativi finanziamenti e la tempistica della realizzazione degli impegni.
Tutto questo deve essere definito
prima della conclusione del'iter di approvazione del PGT.
I lavoratori che, ricordiamo,
hanno a suo tempo sospeso l'occupazione del sito industriale di via Milano, in
una sorta di patto con la città di cui si sono fatti garanti anche le
istituzioni cittadine, ora non
hanno più tempo.
mercoledì 25 gennaio 2012
Famiglie italiane più povere
Bankitalia: Adoc, in Italia redditi inferiori del 40% media europea
Altro
Roma, 25 gen. - (Adnkronos) - ''Un dato grave e preoccupante ma non stupisce, dato che le famiglie italiana guadagnano il 40% in meno di una famiglia media europea''. Cosi' l'Adoc commenta lo studio di Bankitalia dal quale emerge che il reddito delle famiglie italiane e' calato del 2,4% rispetto al 1991, il 27% delle famiglie ha debiti per oltre 43mila euro.
''E' molto grave il dato sui redditi di Bankitalia, ma -sottolinea Carlo Pileri, il presidente dell'Adoc- non ci stupiamo visto che il reddito medio di una famiglia in Europa e' superiore del 39,6% a quello di una famiglia italiana con l'aggravante che in Italia il costo della vita e' ben superiore a quello di altri Paesi. Da noi l'impatto sul reddito e' pari all'83%, in Germania il costo della vita 'ruba' il 43% del reddito, in Francia pesa il 58%, mediamente in Europa l'impatto si attesta al 68% del reddito. In queste condizioni le possibilita' di risparmio diminuiscono mentre aumentano le occasioni di contrarre debiti''.
Ormai, rileva Pileri, ''l'indebitamento non e' piu' collegato solo agli immobili e ai veicoli, ma riguarda beni e servizi un tempo esonerati come viaggi, palestre, matrimoni, spese mediche. Le famiglie italiane sono allo stremo, ci auguriamo che tramite l'applicazione corretta delle liberalizzazioni, con un'estensione anche a settori finora non toccati, si possa ridare ossigeno ai bilanci familiari e ai consumi. Stimiamo che il risparmio generato in un anno possa arrivare fino ad una mensilita' di stipendio, con una ripresa media dei consumi pari al 5%'', conclude.
sabato 21 gennaio 2012
conferenza stampa UIL di Brescia del 20 gennaio 2011
Dopo
la pesantissima e inicua manovra del
Governo Monti che ha fatto pagare al ceto medio e in particolare al mondo del
lavoro il conto di una crisi economica e sociale, giocando la carta
dell’emergenza; il 2012 sarà un anno molto difficile con conseguenze negative
per le famiglie che vedranno ridimensionato il loro potere d’acquisto e in
molti casi si avranno situazioni di forte criticità. Di fatto i redditi da
lavoro e da pensione saranno bloccati mentre aumenterà fortemente il costo
della vita.
Sul
piano generale è necessario che il Governo oltre a rivedere alcune delle
decisioni assunte in materia previdenziale, che obiettivamente penalizzano oltre
misura alcune fasce di lavoratori e lavoratrici e i pensionati che si vedono
bloccata la rivalutazione della loro pensione, e a continuare incrementandola la lotta alla
evasione fiscale, sarà necessario che agisca sulla spesa perché ancora non lo
ha fatto con la necessaria determinazione.
TESSERAMENTO 2011
Avremo
inoltre una emergenza occupazionale sempre più forte, in particolare per i giovani
e per i lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali.
Sul
piano generale è necessario che il Governo oltre a rivedere alcune delle
decisioni assunte in materia previdenziale, che obiettivamente penalizzano oltre
misura alcune fasce di lavoratori e lavoratrici e i pensionati che si vedono
bloccata la rivalutazione della loro pensione, e a continuare incrementandola la lotta alla
evasione fiscale, sarà necessario che agisca sulla spesa perché ancora non lo
ha fatto con la necessaria determinazione.
Sono
incompatibili con lo sviluppo e la crescita, su cui è necessario investire
risorse economiche adeguate, i costi della politica, gli sprechi e la clientela
nella pubblica amministrazione anche introducendo il criterio della spesa
standard in una logica di federalismo territoriale.
I
temi in agenda tra CGIL-CISL- e UIL per
il confronto con il Governo sono essenziali per uscire dalla condizione di stallo
con cui il Paese si ritrova, quindi al centro vanno posti il lavoro, la crescita e l’equità sociale e
fiscale. Su questi temi è necessario ritrovare oltre che l’unità d’azione nel
sindacato, il necessario consenso tra l’opinione pubblica e i lavoratori.
Si
tratta non solo di avviare una fase nuova per lo sviluppo e superare le
tendenze recessive ma anche ricreare fiducia nel futuro in particolare per le
nuove generazioni.
A
Brescia dopo anni di “cortocircuito autoreferenziale” del nostro sistema di
rappresentanza è necessario dimostrare concretezza e disponibilità per
individuare i percorsi territoriali per rispondere alla crisi. E’ mancata sin
ora una capacità di coordinare gli interventi e definire le priorità. Oggi sono
aperti due percorsi il primo riferito al tavolo anticrisi che molto
faticosamente si sta concretizzando con il coordinamento del Prefetto dopo che
la Provincia ha di fatto rinunciato al suo ruolo, il secondo tutto sindacale è
legato ad un difficile ma ineludibile accordo con AIB sullo sviluppo delle
imprese e sulla
loro competitività.
TESSERAMENTO 2011
SETTORI PRODUTTIVI: 2010
2011
- AGROALIMENTARE 683 733
- INDUSTRIA 9.269 9.608
- TERZIARIO 1.678 1.645
- TRASPORTI 698
667
- PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 4.218 4.255
- UIL Tem.p@ (lavoratori atipici) 50 224
TOTALE
ATTIVI 16.596
17.132
- UILP 6.724 6.580
TOTALE
GENERALE 23.320
23.712
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